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Sport a Salerno, la passione non basta: servono anche impianti

di Stefano Masucci
E l’anno nero dello sport salernitano è la fotografia di una situazione a dir poco delicata dal punto di vista logistico e strutturale
Sport a Salerno, la passione non basta: servono anche impianti

A volte la passione, pure carburante fondamentale per le grandi imprese, da sola non basta. E l’anno nero dello sport salernitano è la fotografia di una situazione a dir poco delicata dal punto di vista logistico e strutturale. Difficoltà ulteriori sul cammino di diverse società che devono fare i conti con un esborso economico non indifferente per allestire squadre competitive nelle rispettive discipline, senza il tornaconto che forse solo il calcio riesce a garantire.

E più di un supporto o di una base sulla quale poter contare, l’impiantistica cittadina si trasforma in uno dei primi ostacoli da provare a superare. E’ il caso della Rari Nantes Salerno, che in più d’un’occasione ha dovuto giocare gare casalinghe in trasferta, perdendo punti fondamentali in chiave salvezza, a causa dei continui problemi che ormai da anni attanagliano la piscina Simone Vitale.

Dubbi sul futuro del club giallorosso che invece la Virtus Arechi (basket) ha fugato poche ore fa. Ritiro dal campionato dopo la retrocessione e dopo il trasferimento dal PalaSilvestri al PalaLongo (Capriglia). Una squadra costretta ad emigrare che a poco a poco ha perso presa e contatto con il territorio salernitano, inducendo il patron a premere il tasto stop. Serve ora un impegno concreto, una presa di responsabilità coraggiosa, per provare a non disperdere il mare di talento e di passione di tanti club che rappresentano le eccellenze salernitane…

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