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Eboli, ustionato a 10 anni: «Via dalla mamma»

Indagini sui maltrattamenti, la Procura minorile ha chiesto la decadenza. I racconti: «Mi ha bruciato con gli spiedini»
Eboli, ustionato a 10 anni: «Via dalla mamma»

«Mamma mi ha bruciato con spiedini di ferro, noi marocchini ci mettiamo la carne». Le parole di Alì (nome di fantasia), il bimbo 11enne di Eboli che raccontò d’una madre-padrona che gli avrebbe procurato le ustioni di terzo grado ai piedi obbligando lui e il fratellino più piccolo (sei anni) a sbrigare le faccende domestiche, sono nel verbale di un’escussione a sommarie informazioni (che risale ad un anno fa) nell’ufficio di Mafalda Daria Cioncada, pm titolare delle indagini, in presenza della psicologa Manuela Loggia. E sono riportate pure nel ricorso urgente (tuttora sub iudice) presentato a maggio scorso da Antonella Ciccarella, sostituto procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Salerno, che ha chiesto la decadenza della madre di Alì dalla responsabilità genitoriale e l’avviamento del padre ad un percorso di potenziamento delle competenze.

Il racconto

«Mi picchiava in Marocco – il racconto, poi ritrattato, del ragazzino, assistito dall’avvocato Assunta Mutalipassi, che difende l’intera famiglia – e anche in Italia, alcune volte con la mazza di legno ed altre volte con le pietre, con la mazza mi colpiva sulle mani e sulle gambe ed urlava». Lontano dagli occhi del marito: «Quando c’è mio padre mamma si comporta bene, quando non c’è mi picchia». E ancora: «Mia mamma picchia mio fratello con le mani e gli butta le pietre di proposito». Per mezzo dei carabinieri della stazione di Santa Cecilia (maresciallo Fabio Basilisco), coordinati dalla Compagnia di Eboli (capitano Greta Gentili), sono stati attivati i servizi sociali del Comune, che hanno preso in carico la famiglia, nel frattempo riunitasi nuovamente in un’abitazione di Campolongo, pure perché il padre che ha rimesso la querela ha trovato lavoro a Roma e rientra solo nei weekend.

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