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Droga e telefoni nel carcere di Salerno: 16 arresti – TUTTI I NOMI –

Scoperto un giro di affari per 50mila euro. Coinvolta anche la guardia carceraria arrestata a Battipaglia dopo un inseguimento
Droga e telefoni nel carcere di Salerno: 16 arresti  – TUTTI I NOMI –

Droga e telefoni cellulari in carcere a Salerno: 16 persone in manette. Nella mattinata di oggi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno e personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 16 soggetti, di cui 9 in carcere e 7 ai domiciliari, indagati, tra l’altro, per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed all’introduzione di telefoni cellulari all’interno della casa circondariale “A. Caputo” di Salerno.

In particolare, il gip, su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di:

  • Guglielmo Di Martino (1981),
  • Luca Spagnulo (1985),
  • Amedeo Avallone (1989),
  • Mario Pesce (1980),
  • Marco Molinaro (1988),
  • Antonio Pagano (1981),
  • Arcangelo Buontempo (1985),
  • Federico Amaranto (1984).

Gli arresti domiciliari sono stati disposti nei confronti di:

  • Maurizio Viscido (1976),
  • Angelo Longobardi (1976),
  • Marco Bellosguardo (1974),
  • Gerarda Paradiso (2000),
  • Angela Cianci (1986)
  • Antonino Maratea (1991).

L’inseguimento per le strade di Battipaglia

Tra i destinatari del provvedimento cautelare compaiono anche l’agente penitenziario Francesco Giuliano e la compagna Annamaria Russo, entrambi già arrestati in flagranza di reato per fatti diversi ma analoghi, lo scorso 21 dicembre, per aver favorito, a fronte del pagamento di denaro, l’introduzione all’interno della struttura carceraria dello stupefacente e degli strumenti di comunicazione. Giuliano fu arrestato dopo un rocambolesco inseguimento culminato a Battipaglia.

Le indagini e il clan

Le indagini, condotte congiuntamente dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno e dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, con il supporto del Gruppo Mezzi Tecnici dello Scico, riguardano complessivamente 31 persone fisiche, a cui vengono contestati, a vario titolo, oltre ai reati in materia di stupefacenti, alcuni episodi corruttivi, l’estorsione, la vendita di un’arma modificata nonché il riciclaggio e l’autoriciclaggio dei proventi illeciti attraverso l’acquisto di attività commerciali e di auto di grossa cilindrata. In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, allo stato confermata dal Giudice per le Indagini Preliminari, Guglielmo Di Martino, detenuto considerato vicino al clan De Feo di Bellizzi, nel periodo compreso tra agosto 2022 e febbraio 2023, avrebbe promosso un’associazione per delinquere, composta da soggetti, alcuni in stato di detenzione e altri operanti all’esterno del carcere, che si sarebbero adoperati, ognuno con compiti ben delineati, nel fornire il proprio e fattivo contributo finalizzato alla buona riuscita dell’attività illecite poste in essere. Tale associazione, avrebbe avuto, attraverso una rete di sodali, anche una operatività all’esterno dell’istituto penitenziario riuscendo a controllare la gestione di piazze di spaccio nei comuni di salernitani di Bellizzi, Montecorvino Pugliano e Battipaglia.

Carte prepagate e attività per il riciclaggio

Gli accertamenti istruttori hanno permesso di documentare l’ingresso di ingenti quantitativi di droga per un valore superiore ai 50mila euro, il cui pagamento sarebbe avvenuto attraverso l’utilizzo di carte prepagate, intestate a soggetti esterni, i quali provvedevano a prelevare le somme in contanti, permettendone cosi il rientro nella disponibilità dell’associazione e il reimpiego, in parte, per l’acquisto di ulteriore sostanza stupefacente. I proventi dell’attività delittuosa sarebbero stati poi utilizzati per effettuare ulteriori investimenti, tra cui l’acquisto di un centro estetico in Bellizzi e quello di un’autovettura di grossa cilindrata, beni entrambi sottoposti a sequestro dall’Autorità Giudiziaria.

I ruoli all’interno dell’organizzazione

Le investigazioni hanno consentito di delineare in maniera puntuale i ruoli di ogni membro dell’associazione criminale: è stato accertato come alcuni si occupassero di reperire lo stupefacente, altri i dispositivi cellulari e le SIM dedicate, altri gestissero le carte prepagate sfruttando i familiari dei detenuti per il prelievo del contante. Tra le condotte illecite accertate vi sarebbe anche una spedizione punitiva nei confronti di un soggetto che non si atteneva alle direttive impartire dal promotore dell’associazione e la vendita di un’arma modificata. Secondo l’ipotesi accusatoria, il fiorente spaccio monitorato all’interno dell’Istituto era agevolato anche da detenuti che, approfittando della libertà di movimento dettata del loro ruolo impiego quali “lavoranti”, per conto dell’associazione, si adoperavano per trasportare la sostanza stupefacente nelle varie sezioni, eludendo i controlli, in cambio di piccole dosi per uso personale. IlL’esecuzione è in corso nei comuni di Salerno, Angri, Bellizzi, Avellino, Ariano Irpino, Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano, Santa Maria Capua Vetere, Lecce e Forlì.

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