Supporto per i carabinieri: «Basta tragedie, ora aiuti»

Sostegno psicologico per gli uomini e le donne in divisa affinché non sentano il peso di un lavoro che può metterli sotto scacco. È questa una delle principali istanze che sono emerse nel convegno “Suicidi in divisa”, organizzato dal Nuovo sindacato carabinieri a Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia di Salerno. Da inizio anno, infatti, in Italia si sono tolti la vita 24 carabinieri. «Si tratta - spiega Michele Capece , segretario generale regionale del Nuovo sindacato carabinieri - di un fenomeno in ascesa che negli scorsi anni ha visto vittime anche tra i militari in servizio o originari del Salernitano. È un fenomeno tutto da indagare, visto che a togliersi la vita, spesso proprio con l’arma in dotazione, sono uomini delle forze armate sottoposti fin dall’arruolamento a stringenti visite di idoneità psicologica. Il nostro sindacato non accetta che ogni tragico evento diventi solo un numero o un ricordo da citare. Bisogna parlarne e ricercare i possibili interventi volti ad arginare il problema». Tra le iniziative in campo la possibilità, da parte degli esponenti delle forze dell’ordine, di ricorrere al supporto psicologico. Supporto che, in molti casi, sono restii a chiedere proprio per l’immagine - rassicurante per i cittadini - che chi indossa la divisa sia un “uomo tutto d’un pezzo”. «In virtù di un accordo sottoscritto dal Comando generale dei carabinieri con l’Azienda ospedaliera Sant’Andrea di Roma, dal primo gennaio incomincerà un servizio di supporto con un numero verde dedicato a cui risponderanno degli psicologi civili, garantendo l'anonimato », annuncia il segretario generale dell’Nsc, Massimiliano Zetti . Strumenti fondamentali che, come però ha rilevato Sergio De Caprio , il “Capitano Ultimo”, del Dipartimento Tutela diritti e Legalità dell’Nsc, non possono prescindere dalla «prevenzione e dall’uguaglianza dei diritti. Dobbiamo portare la Costituzione nelle caserme». Concetto ulteriormente chiarito da Marco Moroni , segretario aggiunto dell’Nsc: «Nessuna fatica ad alzarmi alle 4 di mattina ed essere avvertito la sera prima o cambiare un turno perché magari un collega ha un problema in famiglia. Da fastidio vedere che un mio diritto o un mio beneficio viene negato a me e a qualcuno no». Al convegno hanno partecipato anche il segretario regionale del sindacato di polizia Siap, Rosario Bonavita , e quello provinciale Rosario D’Ecclesia . Importante la testimonianza di Leila Ben Yahia , sorella di Lamin Ben Yahia carabiniere morto suicida. Tra gli interventi anche quelli della parlamentare Stefania Ascari , della psicologa Luisa D’Aniello e del professor Marcello Dulvi Corcione , avvocato penalista militare. (e.t.)