Positano, restaurati i reperti di 2mila anni fa

Nuovi reperti portati alla luce durante l’ultima campagna di scavo. A Positano non è bastata la pandemia a mettere un freno ai lavori che hanno consentito di svelare importanti opere ceramiche, musive, lapidee, frammenti di pareti risalenti al I secolo d. C., elementi in bronzo, ferro e piombo. L’amministrazione comunale sta promuovendo la valorizzazione degli ultimi ritrovamenti emersi durante le indagini archeologiche del 2019 e del 2020 nei pressi della chiesa di S. Maria Assunta, condotte con la Direzione scientifica della Soprintendenza di Salerno. Lo ha annunciato il sindaco Giuseppe Guida . «Lo scavo della nuova area ha svelato reperti ceramici, musivi, lapidei e frammenti di pareti dipinte. Questi ultimi rientrano nel IV stile, risalenti alla metà del I sec. d.C. con rappresentazione di complesse architetture, scene mitologiche, flora e fauna. I dipinti saranno ricomposti, spolverati dalla terra di scavo, puliti con soluzioni a base acquosa, poi consolidati con resine a base idroalcolica e sottoposti a stuccatura con calce idraulica e polvere di marmo. Inoltre è stato giù eseguito il microscavo in laboratorio di rinvenimenti in bronzo, ferro e piombo sempre risalenti al I sec. d.C. e non è finita».