Vitiello e Chiancone in campo per le elezioni

Il primo ex molosso nella lista di Aliberti a Scafati, il secondo al fianco di Sica a Pontecagnano

SALERNO. Qualcuno li chiama già assessori, ovviamente allo sport. Scendono nuovamente in campo Sisto Vitiello e Roberto Chiancone. Stavolta non inseguono pallone o avversario ma il sogno di rendersi utile nelle amministrazioni che verranno.

Sisto Vitiello è sceso in campo nella sua Scafati in appoggio a Pasquale Aliberti. Anni 49, amico di Torrente grazie al debutto in contemporanea nella Nocerina di tanti lustri fa, formando una giovanissima coppia di difensori centrali. Poi la Nazionale di C, l’Empoli, il Trapani. Vice allenatore a Scafati con Sorano, direttore sportivo con Cesarano in Eccellenza e Mascolo in C2. Spiega la scelta: «Non mi candido ovviamente a fare l’assessore, mi sono candidato per contribuire con l’esperienza di sportivo se dovessero chiamarmi in causa. Scafati, nell’Agro, è per antonomasia la città dello sport. Uno scudetto con la pallamano, il basket fino alla massima serie, il calcetto che può arrivarci ora e ovviamente la grande tradizione calcistica, che per me può tornare d’attualità unendo tutte le forze. Ma ci sono pure le scuole calcio, le tante associazioni senza fini di lucro. L’amministrazione ha il compito di aiutare, agevolare, cercando di creare nuove strutture o almeno di consolidare e conservare le esistenti».

Roberto Chiancone di anni ne ha 59. Candidato con Ernesto Sica a Pontecagnano, cioè a quattro passi dalla sua Salerno. Mezz’ala di talento puro e calciatore bandiera della Nocerina e a fine carriera di Salernitana e Juve Stabia. A seguire l’onorata avventura da mister: Juve Stabia, Battipagliese, Nocerina, Giugliano, Martina, Acireale,Palmese, Scafatese e Andria, Quest’anno un assaggio di Aversa Normanna, poi la decisione a sorpresa ma non tanto di accettare un’esperienza del tutto nuova. È uno che mette assieme cultura e praticità, insomma farlo assessore sarebbe scelta saggia. Ecco “Bobbetiello”: «Non sono stato mai un politico, né dal calciatore né da allenatore. Però credo di potermi mettere tranquillamente alla prova. Ci sono tanti progetti realizzati oppure ideati, la cittadella dello sport viene al primo posto, senza trascurare affatto strutture singole, dalle piscine ai campi. Chi amministra deve pensare allo sport come primo veicolo sociale». (m.m.)