TRE PUNTI STASERA PER PENSARE IN GRANDE

Scrivere un articolo di avvicinamento a Salernitana – Pro Vercelli alle 15 di domenica è come dover commentare il pranzo di Natale il giorno della vigilia. Io non riesco ad abituarmi all’idea del...

Scrivere un articolo di avvicinamento a Salernitana – Pro Vercelli alle 15 di domenica è come dover commentare il pranzo di Natale il giorno della vigilia. Io non riesco ad abituarmi all’idea del calcio spezzatino. Non riesco a capire come si possa vivere la domenica senza calcio. Qualcuno mi risponderà che la domenica c’è la serie A, la Bundesliga, la Premier, ecc., si ma non gioca la mia squadra. Quello dell’anticipo al sabato o del posticipo al lunedì penso che sia stata una delle più grandi privazioni per noi tifosi. Passata tra l’altro in silenzio, con qualche piccolo mugugno, ma senza che nessuno abbia opposto un rifiuto secco. Un no deciso. La domenica è sempre stata consacrata al calcio. Come la messa, come i dolci di Pantaleone, come la visita ai nonni con le caramelle in regalo. Su quest’ultimo punto, qualche anno fa, ho compreso come per mio padre anche la scelta di andare a trovare i genitori, piuttosto che la suocera, fosse legato al campionato della Salernitana. È chiaro, infatti, come il pranzo a Giffoni Sei Casali fosse assolutamente incompatibile con le partite in casa della Salernitana e, pertanto, la visita alla suocera a via Luigi Guercio fosse necessariamente da preferire durante le gare casalinghe dei granata.

In poche parole la mancanza dello stadio la domenica pomeriggio lascia quel vuoto che neanche il supporto religioso e glicemico possono colmare. Parlare di Salernitana-Pro Vercelli è difficile, non tanto per Mustacchio e Mammarella o per il ricordo amaro dello scorso campionato, ma perché purtroppo rappresenta, anche quest’anno il dilemma sul quale si interrogano tutti i tifosi. Alla vigilia di due partite in trasferta contro il Frosinone ed il Bari, quale sarà il campionato della Salernitana? Soffriremo a centro classifica fino alla fine o riusciremo a sognare i playoff? La risposta, al di là dei sogni, che peraltro solo a Salerno sono vietati per regolamento, passa per Salernitana-Pro Vercelli. Perché solo una vittoria convincente può far pensare in grande, perché solo una vittoria ci può dare la possibilità di avvicinarci alla parte alta della classifica e ci può consentire di affrontare sabato prossimo la partita con il Frosinone con lo spirito e la consapevolezza di poter osare. A questo si aggiunga un’altra considerazione da non trascurare. Tra poco più di un mese si riapre il mercato e la posizione che la Salernitana avrà in classifica sarà determinante anche per il mercato granata.

È chiaro che la dirigenza che ha sempre dichiarato di non porsi limiti, non potrà tirarsi indietro davanti ad una classifica che consente di sognare. Lo scorso anno ci è stato, infatti, detto che il primo campionato in serie B sarebbe stato di assestamento anche a causa dei contratti onerosi e pluriennali sottoscritti. Anche se il campionato del neopromosso Benevento dimostra il contrario dobbiamo credere a quanto ci è stato promesso e pertanto dobbiamo sperare in una classifica che a gennaio ci consenta di “pretendere” quel sogno. L’esperienza, poi, insegna che a gennaio, dopo il mercato, inizia il vero campionato. Non solo per le squadre ma anche per i calciatori che non hanno più alibi. In questa prospettiva consentitemi qualche considerazione tecnica. I 393 minuti di Zito in questa prima parte di campionato sono troppo pochi. Il mancino ex Avellino non deve andare via a gennaio perché, come ha dimostrato l’anno scorso a fine campionato (ricordiamoci di Lanciano) è uno dei pochi giocatori sui quali nei momenti difficili la Salernitana può sempre contare. In tal senso Sannino deve trovare lo spazio ed il minutaggio giusto per un calciatore, che quando è stato chiamato in causa, ha sempre dimostrato di avere voglia e coraggio di indossare questa maglia. Così come, d’altro canto, ritengo che il mister stia correttamente dando fiducia ad un giocatore come Schiavi che ritengo possa essere, una volta recuperato, il vero punto di forza della difesa Salernitana. In questi mesi tutti ci siamo dilungati sul modulo tattico e la posizione di Rosina ma io credo che in questo momento la squadra al di là del modulo abbia bisogno di calma. Quella calma che il tecnico non riesce a trasmettere forse perché troppo sotto pressione. Non ho nulla contro Sannino, anzi ritengo che viva in modo passionale le partite almeno quanto noi tifosi, ma credo che l’allenatore abbia il compito di dover trasmettere anche tranquillità e sicurezza ai suoi calciatori. Ho criticato aspramente Menichini, per il suo modo di “non giocare”, ma deve riconoscergli il grande merito di aver sempre trasmesso serenità. Nel frattempo noi tifosi saremo presenti, anche di lunedì. Perché alla Salernitana si risponde sempre, anche di lunedì.

* avvocato-tifoso

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