CALCIO

Stop campionati, l’idea di “rivoluzione”

Nessuno vuole fermarsi ma adesso tutti temono di non ripartire

ROMA - La voglia di ritornare a vedere il pallone rotolare è tanta. Eppure c’è l’emergenza Coronavirus a rendere giorno dopo giorno i prati dei maggiori stadi italiani sempre più sbiaditi, con ipotesi sul futuro sempre più improbabili. Il calcio italiano continua ad interrogarsi sul futuro strettamente legato all’epidemia Covid-19. E sul tavolo delle possibilità inizia a comparire la possibile chiusura anticipata della stagione in corso. Se utopistica era considerata la ripresa delle attività per il prossimo 4 aprile, il numero di contagiati ma soprattutto di vittime causa Coronavirus sta rendendo sempre più impensabile sentire il fischio d’inizio per l’auspicata data del 3 maggio. Anzi, la Lega Serie A nelle ultime ore, oltre a quantificare i danni dello stop con tanto di cifre da capogiro, è parsa molto spaccata sulla volontà collettiva e condivisa di ritornare in campo.

Sabato Romeo

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