LA CRISI

Salernitana, resa dei conti granata De Luca striglia Lotito

Il governatore attacca: «La città merita di più, ci dicano qual è l’obiettivo»

Mezzaroma: «Nessun disinteresse. Non ci sono figliastri»

IL COMMENTO - Se tornasse Baffone con la sua scarpa...

SALERNO - Le parole sono pietre e quelle che Vincenzo De Luca spende sulla gestione Lotito-Mezzaroma nel campionato del Centenario della Salernitana sono le più forti che storia ricordi negli ultimi otto anni. Il governatore della Campania le scaglia sul prato d’un Arechi in versione cantiere: gli operai stanno montando i sediolini in Curva Nord, la Tribuna è già completa ma per l’andazzo che ha preso la stagione granata manca la gente che li occupi, quei posti. E così il presidente della Regione, che nell’estate del 2011 da sindaco di Salerno spalancò le porte di Palazzo di Città ai due soci e cognati capitolini, adesso (ri)chiama i co-patron «a fare un punto della situazione, a chiarire gli obiettivi, perché un pubblico così in Italia ce l’hanno in pochi, dunque la Salernitana non può esser ridotta a una scelta residuale». Lui, testimone di nozze della proprietà Lotito-Mezzaroma con la società granata (lo scambio d’anelli avvenne idealmente nel Salone dei Marmi con i colori e l’effige municipale a far da sfondo e logo, sotto le “mentite spoglie” di Salerno Calcio), ora presenta il conto d’un campionato che poche ore prima, in quello stesso stadio violato (pure) dal Crotone, aveva visto forse scorrere i titoli di coda sulle ambizioni playoff del cavalluccio marino. A 2784 giorni di distanza da quel “sì”, De Luca parla come chi non vuol pentirsi della scelta condivisa con i tifosi in un’assemblea pubblica risolta a furor di popolo, a mo’ d’applausometro: «Facemmo un bando con sette partecipanti. La proposta di Lotito era sicuramente la più solida. Ora ho la sensazione che ci sia un po’ di perdita d’entusiasmo. O forse volevo dire d’interesse. Dovremmo chiedergli qual è l’obiettivo. Cosa vuole fare. Ci saranno forse problemi anche d’incompatibilità con la Lazio. Dunque, con grande serenità e spirito d’amicizia, dobbiamo capire se il progetto sportivo è ambizioso o la cosa viene gestita con distacco», la stoccata del governatore.