LA CONTESTAZIONE

Salernitana, Pisano: «Il blitz di Lagonegro e i palloni all’Arechi È una storia diversa»

Il capitano della squadra che fu contesta nel ’93: «Altri tempi, la rabbia di oggi è per la multiproprietà»

Nessun paragone con Lagonegro. Lì i tifosi chiedevano nomi, una squadra per vincere, adesso sono semplicemente stanchi del rapporto con la Lazio, sono due cose molto diverse». Parola di Giovanni Pisano, indimenticato bomber della Salernitana e simbolo di Rossilandia a suon di gol. Eppure, prima della consacrazione, il centravanti siciliano ha conosciuto la dura contestazione dei tifosi nell’estate del 1993, all’alba di una stagione rivelatasi poi vincente, nonostante i malumori dei tifosi esplosi nel corso del ritiro precampionato.

Pisano, che idea si è fatto di quello che sta succedendo a Salerno?

Innanzitutto devo dire che sono situazioni che lasciano dispiacere. La Salernitana e soprattutto i suoi tifosi meritano tranquillità, serenità, campionato importanti. Se si è creato un clima così ostile, però, vuol dire che qualcosa non va. Conosco i supporters granata, ce ne vuole prima che arrivino a prendere certe posizioni, non è che contestano dall’oggi al domani.

Analogie e differenze con la contestazione dell’estate del ’93?

I momenti brutti capitano a tutti, anche a me che ne ho vissuti di bellissimi con la maglia granata addosso. Però sono situazioni diverse, all’epoca era cambiata la società da poco, si era preso un allenatore, Delio Rossi, sconosciuto ai più, tanti giocatori giovani o con un curriculum certamente non invidiabile fino a quel momento. Ma si chiedeva la vittoria, ora c’è una lotta alla multiproprietà…

Stefano Masucci

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