SERIE A

Salernitana, niente scuse: col Torino serve l’impresa

I granata devono cancellare lo zero in classifica. Ribery e Djuric in panchina

La ricetta per trovare i primi punti in serie A per la Salernitana sta nel nome dello stadio che la ospiterà questo pomeriggio. Perché all’Olimpico Grande Torino (fischio d’inizio alle ore 15) servirà una prestazione altrettanto grande per prendere il Toro per le corna, strappare punti pesanti per la classifica e ritornare a sorridere. Occorrerà però ritrovare la Salernitana bunker, vero e proprio segreto della rincorsa alla serie A, brava a resistere ai prevedibili colpi rabbiosi dall’avversario. Anche il Toro è alla ricerca di una riscossa, di una vittoria scaccia crisi per calmare le acque agitate dell’intero ambiente, con Juric insolito leader del malumore serpeggiante nell’intera piazza piemontese contro la sua stessa società.
In fondo, per Torino e Salernitana sarà come guardarsi allo specchio: il granata come colore dominante, una storia scritta a suon di gioie ma anche di tante lacrime, senza dimenticare le ambizioni similari, così come gli obiettivi stagionali. La fotografia del pomeriggio rovente dell’Olimpico Grande Torino è tutta nel «questa è una delle partite del vero campionato per il quale lottiamo» che Castori aveva anticipato ad inizio stagione e ha ribadito con forza ieri. Servirà dunque una prova di carattere, accompagnata dalla mentalità operaia, dall’umiltà di chi vuole raggiungere il proprio obiettivo con il coltello tra i denti. Senza dimenticare il pizzico di entusiasmo respirato nelle ultime ore, fotocopia per le due piazze (toh, che coincidenza). Da una parte Torino e la voglia di scaldarsi il cuore sostenendo a gran voce la squadra ieri alla rifinitura, sospendendo per qualche ora la contestazione alla società. Dall’altra la Salerno con ancora negli occhi il bagno di folla per dare il suo “bienvenue” a monsieur Ribery, idolo incontrastato oltre che leader tecnico e carismatico di una squadra già al suo primo bivio stagionale.
Il numero sette granata ha staccato subito il biglietto al primo tentativo utile, entrando nella lista dei convocati per la trasferta di Torino. Lì, dove con la maglia della Fiorentina nello scorso gennaio segnò il suo ultimo gol lontano dal Franchi. Un filo da riannodare quasi otto mesi dopo, sognando di brindare il possibile debutto a gara in corso mettendo subito la firma. Castori terrà il suo fuoriclasse ben nascosto nell’arco, pronto a lanciarlo nel finale per sconquassare gli equilibri, lustrando la lanterna del francese e affidandosi al suo estro. Un vero e proprio jolly per dare fiato o chissà manforte al tandem Simy-Bonazzoli, per la prima volta insieme dal primo minuto con la maglia granata. I due saranno i riferimenti offensivi nel canonico 3-5-2 che Castori riconfermerà. Davanti a Belec debutto per Gagliolo: il pretoriano di Castori prenderà posto sul centrosinistra nel terzetto difensivo completato dal rientrante Strandberg al centro e Gyomber dirottato nel ruolo di braccetto destro. A sostegno del pacchetto arretrato il dinamismo dei due esterni Kechrida e Ruggeri, entrambi ago della bilancia per la tenuta dell’intero impianto tattico granata. In cabina di regia, il duello fra Lassana Coulibaly e capitan Di Tacchio vedrà trionfare il primo, con il maliano pronto a garantire fisicità e solidità. L’africano guarderà le spalle a Mamadou Coulibaly e ad Obi, mezzali con licenza di dare rifornimenti al tandem offensivo Simy-Bonazzoli. Panchina per il recuperato Djuric, mentre mancheranno gli infortunati Aya, Jaroszynski, Veseli e Capezzi.
Per il Torino invece c’è da fare i conti con la tegola Andrea Belotti: il Gallo non ci sarà e dovrà alzare bandiera bianca anche nelle prossime settimane a causa dell’infortunio rimediato in nazionale. Al posto del capitano granata, toccherà a Sanabria guidare i piemontesi, punta di diamante nel 3-4-2-1 con il debuttante Pobega e l’eterna promessa Pjaca alle spalle del paraguaiano. In mezzo al campo, Lukic farà coppia con Mandragora, con Singo e Ansaldi sulle fasce. Emergenza rientrata in difesa, con Bremer a guidare il terzetto arretrato completato da Djidji e Rodriguez davanti a Milinkovic-Savi.
Sabato Romeo
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