L'INTERVENTO

Salernitana, lucidità e toni più bassi: ora non roviniamo la festa

E' nei momenti difficili e di grande nervosismo che oltre alla calma è necessario far ricorso anche alla ragione. Chi ha responsabilità istituzionali, il Sindaco e gli Assessori, chi ha il compito di informare, i giornalisti della carta stampata e delle TV locali, in queste circostanze faccia prevalere il buon senso. Essi infatti, se vogliono evitare tensioni, che un solco ancora più profondo divida i tifosi, che le polemiche possano ulteriormente spaccare la città, gli ultras isolare la squadra, le contestazioni possano guastare in modo insanabile i rapporti con la società, debbono conservare sempre la necessaria moderazione e lucidità. Dico subito che ritengo pericolose le divisioni, così come non giovano a nessuno il muro contro muro, le violenze verbali, i toni alti ed esasperati. Pertanto a me non piace per niente il clima da guerra che si è creato, si sta facendo lievitare e si sta alimentando in città. Non mi piace per esempio apprendere che la società venga esclusa e non invitata ai festeggiamenti del Centenario. Leggere che il Sindaco si possa rendere poi complice e compartecipe di questa scellerata decisione è di una gravità assoluta. Mi auguro ed auspico che così non sia. Egli non rappresenta una parte, ma l’intera realtà cittadina: i tifosi, gli ultras, i semplici sportivi, la città e anche la stessa Salernitana che poi identificandosi con la città è tutt’una con essa. Anch’io, come tantissimi tifosi, ho sofferto e sono deluso del campionato della Salernitana. Mi sento tradito dai pessimi risultati che ha inanellato. Mortificato da un interminabile finale di stagione che si è concluso con una serie di sonore ed inspiegabili sconfitte, ma ritengo che ora, a stagione calcistica finita, alla vigilia di un importante compleanno, si debba sottoscrivere una tregua e festeggiare tutti insieme, nell’assoluta concordia ed armonia, i primi 100 anni della nostra squadra. Per il momento si mettano dunque in disparte le polemiche e le contestazioni, e festa sia! Ci sarà il tempo per riflettere, esaminare ed analizzare i fatti, fare i processi, discutere di chi le responsabilità di un’annata calcistica sciagurata, quanto abbiano influito le scelte tecniche della società e del suo direttore sportivo, quanto l’atteggiamento di aperta ostilità di una parte della tifoseria nei confronti della proprietà, quanto abbiano pesato le divisioni, le polemiche e le tensioni, sviscerando però il tutto con serenità e senza pregiudizi. Nelle prossime settimane sarà infatti necessario confrontarsi con la società, cui è il momento di chiedere conto e ragione del disastro, con fermezza le garanzie per il futuro e l’allestimento di una squadra competitiva, in grado di dare soddisfazione ad un pubblico che sa anche essere generoso con la squadra del cuore. Sarà anche l’occasione per pretendere una struttura organizzativa capace di intrattenere rapporti continui e corretti con la tifoseria e la città. Nessuno, e ritengo neppure la società, vuole rivivere un’altra stagione come questa, un campionato disastroso, vissuto dai tifosi tra la paura della retrocessione e l’angoscia di risultati deludenti. Le sconfitte subite e i risultati mortificanti hanno davvero sfibrato il sistema nervoso e la pazienza dei supporter, che solo pochi mesi fa immaginavano un campionato di vertice che invece nel corso dei mesi si è tramutato in un cammino di sofferenze e di brucianti sconfitte. Solo il nostro Santo Patrono e la buona stella hanno evitato alla Salernitana l’inferno della serie C e i suoi tifosi hanno dovuto trattenere il respiro per 127 minuti, aspettare la sera del 9 Giugno, prima di poter gioire, avendo conservato la serie B, che mai come quest’anno si è rischiato di perdere. Quanto più fonda è la notte tanto più vicina è l’alba, diceva un grande scrittore. Così è sempre. Speriamo che per noi l’alba sia anche radiosa.

*Docente universitario e già sindaco di Salerno