SERIE B

Salernitana, limbo e rabbia

I granata a metà classifica ma il gradimento popolare è al minimo storico

SALERNO - Il limbo, l’incertezza, la paura che al peggio possa non esserci fine. La Salernitana è “la mezzanotte” della serie B, equidistante dalla zona playoff e da quella playout, spacca a metà un campionato del Centenario che tutti immaginavano diverso, e che per questo ha fatto esplodere il malumore, la contestazione, la sensazione che un ciclo, cominciato nei dilettanti e arrivato al quarto anno tra i cadetti, possa esser davvero ai titoli di coda almeno nei rapporti tra la piazza e la società. La sconfitta di Livorno è stata la spallata a una squadra che si trascinava già stancamente, con andamento lento e zoppicante. La situazione, dopo tre ko consecutivi, è tutto sommato grave ma non seria sul fronte bassa classifica, e realisticamente una vittoria sul Venezia il prossimo 30 marzo, alla ripresa dopo la sosta, sarebbe il punto esclamativo sulla salvezza, parola che ha incredibilmente (ri)preso quota al tramonto d’ogni ambizione. Peggio dei numeri, che raccontano una crisi da cui Angelo Gregucci non è riuscito a tirar fuori i granata, anzi la situazione nel nuovo corso tecnico è persino peggiorata, c’è il termometro d’un umore popolare ormai palese. Claudio Lotito, Marco Mezzaroma e Angelo Fabiani sono i destinatari di critiche che non hanno più un controcanto, perché il calcio è governato dai risultati e, siccome la Salernitana ha smesso di farne da un po’, va da sé che persino i più strenui difensori dell’operato di società e direttore sportivo abbiano dovuto arrendersi o adeguarsi all’evidenza.