L'EDITORIALE

Salernitana, la squadra che fece l’impresa: il patron e la sfida del futuro

La promozione in serie A non è solo un evento sportivo

Solo chi non conosce Salerno e i salernitani può pensare che la promozione in serie A dei granata sia soltanto un evento sportivo. La Salernitana è l’identità stessa di Salerno; è sentimento e passione per una squadra di calcio che ha segnato profondamente la città. Nel bene e nel male. E la promozione di quest’anno ha un sapore particolare, quello della rivincita. Prima che iniziasse il campionato non c’era un solo tifoso disposto a puntare un centesimo su un risultato del genere. Ma piuttosto diffidenza e contestazione verso la società per le sue scelte, a cominciare da quella del mister, Castori. Sul campo, tra risultati altalenanti, è cresciuta l’intesa e la forza di volontà che nello sport sono fattori decisivi. Poi il rush finale, le vittorie all’ultimo secondo, la convinzione di potercela fare, a dispetto di tutto e di tutti. Una stagione da incorniciare, diventata memoria e patrimonio di un’intera provincia. Ora viene però la parte più difficile: perché bisogna costruire il futuro, allestire una squadra competitiva, capace di non sfigurare nel massimo campionato. Serviranno risorse, tante. E soprattutto un comune sentire. E se ancora l’altro ieri patron Lotito, nel bel mezzo della festa all’Arechi, è stato oggetto di cori ostili, il preludio a ciò che sarà non è certo rassicurante.

Del resto il presidente duplex di Salernitana e Lazio - che da anni fa il bello e cattivo tempo nel Palazzo del calcio - non ha mai fatto nulla per essere un simpatico, anzi. Piuttosto che lisciare il pelo ai tifosi o blandire la piazza, ha in ogni occasione - a Roma come a Salerno - sottolineato che una squadra di calcio è un’impresa, dove i bilanci devono coincidere con la fattibilità dei progetti. I numeri, poi il sentimento. L’opposto che ogni tifoso spera di sentirsi dire dal patron della sua squadra. Ma guardiamo a questi dieci anni a Salerno: ha rilevato una società fallita e, dai dilettanti, l’ha portata fino in A, investendo, dice, 80 milioni. Ora, secondo le norme federali, dovrà cedere la Salernitana, perché proprietario anche della Lazio. E chi lo conosce bene spiega che, alla fine, tra i commi di una giustizia sportiva fin troppo “domestica”, troverà un cavillo, un modo per tenersi ben stretta la sua creatura fino a quando non arriverà qualcuno che lo ripaghi in maniera adeguata degli sforzi economici fatti dal 2011 ad oggi.

È un imprenditore, non un mecenate; guarda al fatturato, ai guadagni e alle perdite, dentro e fuori dal campo di gioco. E Salerno, almeno dal punto di vista del ritorno economico per le sue imprese, non è stata un buon affare, anzi. Nel 2014 s’aggiudicò in via provvisoria con la sua Team service la gara dei servizi di pulizia negli ospedali dell’Asl Salerno. L’aggiudica fu poi annullata dall’allora manager Squillante. Uno smacco per il patron. E poi il rapporto non certo idilliaco con l’Amministrazione comunale, fino all’ultimo episodio dell’assenza di un rappresentante del Comune all’arrivo a Salerno della squadra che poche ore prima aveva conquistato la serie A dopo 23 anni. Una “incomprensione” dicono dal Palazzo, a cui si è messa una toppa con la presenza del sindaco Napoli all’Arechi con annessi cadeaux in forma di cavallucci marini.

Lo stesso governatore De Luca, dopo un post di felicitazioni nel giorno della promozione, venerdì, nella diretta streaming, ha dedicato ai granata poche e formali parole, soffermandosi invece con maggiore enfasi sul Benevento e la sua lotta per restare in A (a proposito, forza “streghe”) e al Napoli in corsa per la Champions (ri-forza). Particolari, si dirà. Vedremo. E poi ci siamo noi de la Città che in questi giorni stiamo vivendo con i nostri lettori questa fantastica impresa. Da domani sul nostro quotidiano pubblicheremo all’interno del giornale le caricature dei protagonisti dell’impresa, firmate dalla brillante matita di Viviana Saponiero. Una collezione di volti da conservare gelosamente, come il ricordo di questo straordinario evento.