IL FUTURO

Salernitana, gioia e caos: il Centenario è l’anno zero

Tre giornate magiche in città ma adesso occorre ripartire da questo entusiasmo. Nuova stagione già segnata dalla spaccatura profonda tra la società e la politica

di Dario Cioffi

Qualche San Matteo fa, tempo di scontro - o almeno di gelo - tra l’amministrazione comunale di Salerno e la Curia, Enzo Napoli non si presentò in Duomo per il Pontificale del mattino. «Nessun caso - rimproverarono i bene informati - . Il sindaco è ateo. Onorerà il patrono della città nelle manifestazioni civili». Ieri l’altro, 19 giugno, 100esimo compleanno della Salernitana del calcio e tempo di scontro - o almeno di gelo - tra l’amministrazione comunale e la società granata, Enzo Napoli in Duomo ci è andato, ha seguito l’intera celebrazione dedicata ai tifosi scomparsi in prima fila e, prima della benedizione di don Michele Pecoraro , impareggiabile per la capacità d’aggregare fedeli (e non) in Cattedrale, il sindaco ateo ha anche preso il microfono sull’altare. Dal pulpito non ha fatto prediche, ma ha ricordato ai supporters che «la Salernitana è vostra, nonostante il problema della proprietà». Strappando pure un applauso che di solito in Chiesa segue solo il bacio alla sposa dopo il “sì” ai matrimoni. Alla base di quell’intervento c’è il concetto ripetuto ieri, in una nota di ringraziamento per la perfetta riuscita della festa, in cui il primo cittadino ha lanciato un’altra - l’ennesima stoccata alla proprietà di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma : «L’amore di Salerno per la sua squadra merita rispetto. La storia dev’esser onorata da tutti».

Quelle parole, storia e rispetto, erano state già key words dell’intervento serale, “spinto” come nelle occasioni che contano, del governatore Vincenzo De Luca sul palco di piazza della Concordia. Sassate. «Questa città, questa tifoseria e questa storia meritano rispetto », ha detto il presidente della Regione Campania. E l’ha ripetuto tre volte, con un crescendo rossiniano dei toni. Poi ha chiesto «programmazione, investimenti e amore per la maglia granata». Sottolineando: « Chi ci sta, ci sta. Chi non ci sta, non ci sta ». Il volar di stracci, a raccontarla tutta, era iniziato qualche mese fa quando, in un sopralluogo pre-Universiade all’Arechi, De Luca aveva accusato Lotito di «scarso interesse», invocando la necessità di «fare un punto della situazione».

Da lì in avanti è andata sempre peggio. E ognuno ha fatto la sua scelta di campo. Marcando la divisione ch’è emersa durante i festeggiamenti del Centenario della Salernitana. Di qua gli apocalittici, quelli contro la società senza più “se” né “ma”; dall’altra gli integrati, categoria in cui si affiancano i filo-proprietari convintamente ostinati e i più tolleranti che hanno creduto alla promessa dei co-patron «di voler puntare - ipse dixit - alla serie A» nella stagione ch’è alle porte. È da questo posizionamento ch’è nata la spaccatura interna alla torcida e che ha portato alcuni tifosi a scegliere di non essere in Curva Sud per il “capodanno granata”, così come altri a saltare il corteo del 19 giugno, mentre altri ancora il compleanno della Bersagliera hanno preferito festeggiarlo da sé, senza aderire a nessuna delle manifestazioni “ufficiali” compresa quella di piazza della Concordia griffata Palazzo di Città con l’impegno, encomiabile al di là d’ogni inevitabile errore d’omissione in qualche invito, dell’assessore allo sport Angelo Caramanno e l’eccellente conduzione di Matteo Amaturo . Il “tutti uniti” che fu slogan dell’amatissimo presidente Peppino Soglia , cui pure la storia non risparmiò contestazioni, pare assai lontano anche al tramonto di giorni stupendi vissuti in una Salerno che ha saputo vestirsi di granata e lasciarsi andare a una frenetica e coinvolgente mobilitazione come solo per il calcio accade, piaccia o meno (è così, senza improbabili annotazioni a margine né interpretazioni).

Taglienti e affatto invisibili, nelle piazze svuotate dalle feste, restano i cocci degli errori commessi da tutti: dalla politica, che otto anni dopo la sua stessa scelta, con l’allora sindaco De Luca ideale “testimone di nozze” della proprietà Lotito- Mezzaroma con il calcio salernitano, ha deciso di tener completamente fuori la società di oggi dagli eventi organizzati (senza neppure provare una mediazione almeno sotto forma d’un retorico “sostegno solo per la maglia”); continuando con la società che nel rapporto con i tifosi ha clamorosamente sbagliato linea, persino peggiore del rendimento in campo e arrivando al Centenario senza neppure un video celebrativo da pubblicare su Facebook; fino ai tifosi stessi che hanno inasprito evitabili contrapposizioni tra supporters della stessa squadra. La Salernitana di stanza a Roma sarebbe furiosa (mica strano!) ma per ora non risponde al Comune. Magari lo farà lunedì al Castello d’Arechi quando presenterà il suo programma d’eventi, consapevole ovviamente che il punto più importante sarà relativo agli obiettivi della nuova stagione, alle strategie e alle persone da mettere in campo per raggiungerli. Perché la polemica in sé è materia sterile e poco appassionante. Da qualsiasi fronte la si guardi.

L’ideale, che non dovrà però (s)cadere nella retorica, è (ri)partire dal bagno di folla di questi tre giorni speciali, cavalcando un’onda d’entusiasmo, d’amore e di passione che diventa un patrimonio autentico per risalire a galla dopo aver toccato il fondo. Una svolta vera, nei progetti e nei rapporti. Un “anno zero”, per dare pure un altro senso a questo Centenario d’emozioni.