SERIE B

Salernitana e Lega B, un buco milionario

I granata senza gli incassi di sei gare all’Arechi ed eventuali playoff. Ma se non si giocasse mancherebbero pure i diritti tv

Milioni al vento. Volano (via) mentre un pallone sempre più sgonfio prova a ripartire, ostinatamente, forse disperatamente a giudicare dai segnali non troppo confortanti che giungono di tanto in tanto come le onde che abbattono i castelli di sabbia faticosamente tirati su a riva. Un esempio? Le parole del ministro della salute, Roberto Speranza, ieri mattina: «Con più di 400 morti al giorno, sinceramente, il calcio è l’ultimo problema di cui possiamo occuparci. Le priorità del Paese sono altre». Chiaro. Il problema è che “questo non va per quello” e che sullo sfondo d’una legittima aspettativa di molti sportivi di rivedere le partite almeno in tv, magari per distrarsi un po’ da bollettini di guerra e dicotomie tra scienziati, ci sono problemi economici enormi, di per sé non risolvibili, però almeno “limitabili” se a giugno un arbitro fischiasse la ripresa. La serie A ci spera e tira la volata. «Il nostro mondo muove 5 miliardi di euro», ha ricordato uno sfinito Gabriele Gravina l’altra sera, confidando a qualche milione di telespettatore in Rai di non voler passare da presidente federale a - ipse dixit - «becchino del calcio italiano».

La Figc, che pesa più del 44% sul bilancio del Coni (di qui probabilmente le tensioni recenti con il numero uno del Comitato Olimpico, Giovanni Malagò), ha necessità di salvare almeno il suo massimo campionato e per questo oggi discuterà in Lega, aspettando l’incontro verità di domani con un altro ministro, quello dello sport, Vincenzo Spadafora, che ha convocato in conference call tutte le componenti del calcio italiano, al gran completo. Come finirà? È complicato come dire quando supereremo il virus. E, stavolta sì, “questo va (anche) per quello”. Perché nel frattempo c’è un Paese da rimetter in moto, pian piano e con tutte le precauzioni del caso, e il pallone che è una delle principali industrie d’Italia (chi dice la terza, chi la quarta, ma la certezza è che si viaggia su numeri spaventosi) ha bisogno di contenere i danni. Con una premessa: più si scende di categoria, peggiore è la situazione.

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