SERIE B

Salernitana “anno zero", c’è un brand da rilanciare

Centenario e marketing, il club prova a recuperare il rapporto con la piazza

SALERNO - Venticinque milioni di buoni motivi per far le cose “come si deve”. Non è un modo di dire né una cifra buttata lì per caso. È l’ammontare del paracadute che riceverà il Chievo appena precipitato dalla serie A dopo undici anni. La favola del quartiere di Verona sfuma in B e però l’ambizione continua, visto che, per una pronta risalita, arriva in supporto la “buonuscita” che spetta alle società neo retrocesse. Il club scaligero, che domenica scorsa ha detto addio al massimo campionato perdendo contro il Napoli al Bentegodi, sarà dunque inevitabilmente testa di serie numero uno del prossimo cadetto, quello in cui, per dichiarata ammissione dei co-patron Claudio Lotito e Marco Mezzaroma, la Salernitana correrà per vincere, con l’obiettivo della promozione addirittura dalla porta principale. Ma parallelamente, però, la proprietà rinforzerà l’organico societario. Angelo Fabiani, salvo sorprese, sarà ancora il direttore sportivo e capo d’un management che però cerca nuove figure, autorevoli e se possibile salernitane, per lavorare sui rapporti con la tifoseria, sul settore giovanile e sul marketing ch’è stato completamente ignorato a poco più di due mesi dal Centenario. Una mancanza che ha indispettito la torcida, finendo per indebolire un brand che proprio in concomitanza con la storica ricorrenza del primo secolo dalla fondazione poteva esser rilanciato con forza. Un’occasione persa dalla società. Anche, o forse soprattutto, dal punto di vista economico.