Raiola rialza la Paganese «Ora fuori gli attributi» 

L’amministratore delegato rilancia la speranza playout e difende il presidente «Ci mettiamo la faccia, responsabilità non solo di Trapani ma di tutto il club»

Quasi tre lustri al capezzale della stella. Una vita spesa sui campi da calcio prima da allenatore e poi da dirigente. Filippo Raiola, attuale Amministratore delegato della società azzurra, si racconta e racconta una stagione, quella attuale, dove tantissimi sono stati gli errori commessi dalla società, facendo mea culpa. Un campionato nato male ma che potrebbe avere un finale diverso con la conquista dei playout.
Missione durissima. Ci credete, Raiola?
Certo. Il campionato non è iniziato male, malissimo. Speriamo solo che in queste ultime tre gare di concluderlo al meglio e di agguantare i playout. Sarebbe il coronamento di una stagione difficilissima e di rimanere in questa categoria.
Dopo un inizio difficile, la squadra sembrava aver ripreso a correre, poi un black out mentale ed i cambi di panchina hanno contribuito a creare una situazione paradossale.
Innanzitutto mi corre l'obbligo di alzare le mani e chiedere scusa, per aver sbagliato tutto nelle scelte nell'organizzare la squadra. Noi non ci siamo mai nascosti e ci abbiamo sempre messo la faccia, anche nei momenti difficili della stagione. Non solo la tifoseria paganese ma anche noi siamo stati mortificati dai risultati negativi.
La sua peggior stagione?
Nei miei anni di permanenza a Pagani non ricordo mai un campionato simile, nemmeno quando siamo retrocessi dalla C1 alla C2. Abbiamo battuto tutti i record, in negativo, di gol incassati, una cosa allucinante. Gli errori li abbiamo commessi noi perché le scelte le abbiamo fatte noi. Mi auguro che anche altri lo facciano. Ma voglio ricordare gli sforzi fatti dalla nostra società e da due persone, il presidente Trapani ed il notaio Calabrese, due tifosi prima che due dirigenti, in sede di calciomercato e le difficoltà incontrate per portare calciatori a Pagani in una situazione difficile di classifica. Le scelte non sono state fatte tanto per farle ma per cercare di sbagliare il meno possibile.
Ora, sotto con la Virtus Francavilla per una gara che può valere la stagione.
L'unico appello lo dobbiamo fare a noi stessi e, come si suol dire, bisogna tirare fuori gli attributi. Faccio un esempio: abbiamo preso un calciatore, Paolo Dellafiore, il quale tra serie A e serie B, e la partecipazione alle coppe europee, è venuto da noi in un contesto difficilissimo e subito si è messo a disposizione, rimboccandosi le maniche e senza allenamento ha dato la sua disponibilità al tecnico andando incontro anche a qualche brutta figura. Ha dimostrato senza conoscere nessuno di dare il suo contributo, dimostrando grande professionalità.
E la contestazione dei tifosi a squadra e presidente?
Ai nostri tifosi non possiamo dire nulla, anzi, vanno solo e soltanto elogiati. Loro sono primi in classifica da anni per il loro comportamento. Le loro contestazioni sono sempre state civili e corrette. Le critiche non devono essere fatte solo al presidente ma a tutto lo staff societario, ma vorrei sottolineare che in 15 anni non tutto è stato fatto sbagliato. Vorrei ricordare tecnici come Sottil e Grassadonia, calciatori come Deli, Cicerelli e soprattutto Ledjan Memushaj. Sono solo degli esempi di quanto fatto dalla Paganese nella gestione Trapani.
Carmine Torino
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