«Qui si scommette tutto sui giovani» 

Di Pietro, componente regionale della Fitp, coordina la scuola di Cava de’ Tirreni

Dal Tennis Eco Village un segnale forte per il movimento del padel, la cancha del centro sportivo destinata ad essere centro di aggregazione sportivo per tutti gli appassionati della pala.
A Cava De’ Tirreni da marzo il famoso tennis club ha aperto al pubblico anche l’accesso ad un campo di padel, diventato sin da subito un centro di gravità per i padelisti della valle Metelliana. A curare il processo di crescita del progetto c’è Eleonora Di Pietro, componente del direttivo della Fitp regionale della Campania. Un vero e proprio guru che attraversa il mondo di tennis e del padel con estrema leggiadria ma soprattutto con la voglia di dare linfa ad un movimento riconosciuto ufficialmente anche a livello nazionale. «È stato un enorme piacere e soddisfazione riuscire ad inaugurare un campo di padel all’interno del Tennis Eco Village, luogo che continua ad essere motivo di orgoglio per lo sport nel territorio. Sin da subito abbiamo voluto dedicare spazio alle lezioni, per far capire bene l’obiettivo del nostro lavoro - ha detto la Di Pietro, forte anche del suo ruolo a livello regionale nel mondo del padel -. «Non è stato mai interesse di nessuno costruire un campo per motivi strettamente commerciali, anche se chi l’ha fatto per meri motivi economici si sta ricredendo, provando a costruire dei circoli capaci di far crescere sportivi e appassionati».
La grande peculiarità del padel al centro cavese è quindi facilmente riconoscibile, con Di Pietro che di fatto conferma come: «Appena possibile abbiamo voluto inaugurare una scuola di padel dedicata agli amatoriali ma soprattutto ai ragazzi. Sono loro il futuro di questo movimento e di questo sport, c’è bisogno però di grande professionalità per evitare di bruciare il possibile talento individuale che un giocatore può più o meno avere».
Quest’ultimo aspetto apre ad una riflessione generale, che va di pari passo anche con le occasioni agonistiche: «Non abbiamo veri e propri tornei interni come spesso se ne vedono per questioni infrastrutturali. Ma questo non ci limita, anzi. Siamo forti del nostro ruolo da formatori professionali, provando a costruire un circolo pronto a diventare un centro importante per la cultura del gioco nel territorio». (ar)
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