Nino Petrone e l’intreccio con Gianni Brera Così Arechi riuscì a battere... San Matteo

Ognuno ha la sua storia, e quella di Nino Petrone (nella foto), uno dei più grandi giornalisti che Salerno abbia mai espresso, era scritta fin dalla prefazione: il suo “battesimo” al Vestuti (che al...

Ognuno ha la sua storia, e quella di Nino Petrone (nella foto), uno dei più grandi giornalisti che Salerno abbia mai espresso, era scritta fin dalla prefazione: il suo “battesimo” al Vestuti (che al tempo si chiamava ancora stadio Comunale) avvenne nel giorno in cui la Salernitana affrontò il Grande Torino, la squadra che solo il destino riuscì a sconfiggere.
E però l’aneddoto che più cattura la platea del Salone dei Marmi è quello sulla denominazione del nuovo stadio. Un intrigo “eccellente” tra fuoriclasse della penna, principi e… santi.
«L’impianto doveva esser intitolato a San Matteo quando proposi all’allora sindaco Vincenzo Giordano di dedicarlo al Principe Arechi, per fare un po’ di storia - racconta Petrone -. Il primo cittadino immediatamente accettò. Così, mi precipitai a chiamare Gianni Brera. Lui mi diceva sempre: “Tu sei salernitano, quindi longobardo, insomma sei più nordico di lui”. Appassionato dei Longobardi, Brera fu entusiasta della dedica al Principe e il giorno seguente, su “Repubblica”, scrisse un peana sul sindaco di Salerno, che non conosceva. Vincenzo Giordano, dopo aver letto quell’articolo, mi telefonò dicendo che dubbi non ce n’erano più. Si sarebbe chiamato stadio Arechi». (dar.cio.)