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Nel 2002 la Cavese pagò con la serie D l’illecito sportivo

NOCERA INFERIORE. L’ultimo caso nostrano di illecito punito con retrocessione risale a luglio 2002: la Cavese pagò con l’esclusione della C2 ed il passaggio in D il presunto illecito relativo al...

NOCERA INFERIORE. L’ultimo caso nostrano di illecito punito con retrocessione risale a luglio 2002: la Cavese pagò con l’esclusione della C2 ed il passaggio in D il presunto illecito relativo al ritorno playout col Nardò. La Disciplinare, basandosi su deposizioni, l’accertò coi 30 milioni offerti ad Antonio Rogazzo. Per la Cavese, secondo la Disciplinare, agirono Cocchino D’Eboli (tesserato da allenatore giovanili) ed il dirigente Francesco De Sio. La Cavese non finì all’ultimo posto ma andò in D con l’esclusione dal campionato di competenza (sul campo aveva avuto ragione del Nardò). D’Eboli prese 3 anni di squalifica, due De Sio. Ad aprile 2008 il Tribunale di Lecce, quindi la giustizia ordinaria, pronunciò sentenza di assoluzione per D’Eboli e De Sio.