Lotito recrimina, Ventura pensa positivo 

Il patron bacchetta Lombardi e non sorride al risultato: «Il pari ci sta stretto». Il tecnico: con questo spirito diremo la nostra

«Un pari che ci sta stretto». Claudio Lotito va via dell’Arechi con il viso corrucciato, rammaricato per il pareggio con la Cremonese che rimanda ancora l’appuntamento con la prima vittoria post-Covid della Salernitana. Il co-patron granata dopo il triplice fischio finale esce accompagnato da Valerio Mantovani, sorridendo per un’estensione del contratto messa in dubbio nei giorni scorsi e ora diventata realtà, seguendo le parole di del tecnico Gian Piero Ventura. «Credo siano stati allungati i contratti a tutti, questa era stata la mia richiesta», ammette l’allenatore granata nella videoconferenza post-partita, iniziata mentre Lotito va via dopo la breve visita negli spogliatoi, rimuginando sul pari interno con la Cremonese. «Ah Lombardi, Lombardi», si lascia sfuggire a denti stretti l’imprenditore romano prima di salire in auto e far rotta verso Roma. Troppo sciocca l’ingenuità dell’esterno cresciuto alla Lazio, al centro della trattativa sponda biancoceleste con il Verona per il difensore Kumbulla ma attualmente certezza di Ventura che dovrà rinunciare all’esterno per almeno per il prossimo match, sperando in una una punizione non troppo severa del giudice sportivo. «Avevamo la partita in pugno, poi l’espulsione di Lombardi ha cambiato tutto. Purtroppo ha calciato la palla di rabbia ma non verso l’arbitro», l’attenuante di Ventura, analizzando il pari con la Cremonese provando a vedere ancora una volta il bicchiere mezzo pieno. «Sono rammaricato per il risultato, per le disattenzioni difensive che ci sono costati i gol ma non per la prestazione», l’analisi dell’ex ct. «Abbiamo fatto la partita, creato tanto nonostante la mancanza di lucidità che credo sia normale visto il periodo». Nuovi segnali arrivati dalla determinazione, da una condizione fisica per Ventura sempre più in risalita e soprattutto da un carattere valsa la rimonta a tempo scaduto. «Il gol ad inizio partita e il 3-2 nel finale avrebbe ucciso chiunque. Invece la squadra ha risposto ed è stata più brava anche dei tanti errori».
Restano proprio le tante ingenuità, ripetute dopo gli errori con Pisa ed Entella. «Dopo la pausa abbiamo perso un po’ di lucidità e serenità. A volte in qualcuno manca tranquillità e subentra l’ansia anche nelle giocate più semplici. Tutto questo però è migliorabile: la squadra ha dimostrato di voler impostare il proprio gioco, di creare con continuità. Da qui passano anche le nostre speranze playoff: se ci arriveremo mettendo in campo questo spirito potremmo dire la nostra. Se dobbiamo essere la squadra molle del secondo tempo con il Pisa, meglio lasciar perdere».
Ventura poi rifila una stoccata all’avversario Pierpaolo Bisoli, protagonista di una lite con il team manager Salvatore Avallone. «Erano anni che non facevo la B e non pensavo si potessero ascoltare le cose che ho sentito».
Sabato Romeo
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