La Salernitana riprende fiato

Nella ripresa i gol di Coda e Donnarumma stendono il Brescia: la zona pericolo è più lontana

SALERNO. Ossigeno puro. Soffre, ansima ma alla fine esulta e rifiata, rompendo un digiuno interno di 50 giorni: la Salernitana supera il Brescia, ritrovando fiato in classifica (ora la zona pericolo è più lontana) e l’applauso dei tifosi, dopo giornate assai turbolente. Sono i gemelli del gol - e chi, altrimenti ? - a infiocchettare la vittoria granata, ancora in convalescenza, spesso contratti, a volte lacunosi ma finalmente vittoriosi. È un gol che vale oro quello di Coda che sblocca la contesa mettendola sul binario giusto nella ripresa, un gol che a Lotito costerà trentamila euro di bonus. È un gol che scaccia le paure, quello di Donnarumma, che ritrova il sorriso e fa distendere gli animi della folla che pochi minuti prima stava trasecolando sulla zuccata di Bonazzoli: fortuna che Gomis si trovasse sulla traiettoria. Pratica ed essenziale contro un avversario però allo sbando, allo stremo, la Salernitana risale la classifica, si allontana dalla zona playout (incideranno le penalizzazioni in arrivo) e può guardare con maggiore serenità al futuro. Ma niente sogni, niente voli pindarici: meglio chiudere al più presto il discorso salvezza (per star tranquilli bastano 14 punti) e poi magari provare a disegnare un futuro diverso. Il presente dice intanto che senza Coda e Donnarumma la Salernitana non va da nessuna parte: in coppia per soli 15’ hanno creato pericoli e messo in cassaforte il risultato. Bollini, felice, avrà annotato.

All’inizio ci ha provato col tridente, con Rosina (Donnarumma confinato in panca fino al 75’) - riabilitato e capitano - insieme a Coda e Sprocati. Salernitana d’attacco: contro il Brescia ha solo un risultato da afferrare. È scontro salvezza, la panca di Brocchi scricchiola, le rondinelle si coprono, le gambe dei lombardi tremano ma la Salernitana nel primo tempo, padrona del campo e del possesso palla, non riesce a cavare un gol: l’azione manca sempre di velocità, incisività, cattiveria. Fatica a far girare il pallone, spesso Ronaldo deve arretrare per dialogare con Gomis prima di avviare l’azione col rilancio lungo (Tuia il più calibrato), le uniche fiammate quando la palla è sul piede di Sprocati, a sinistra ed abile a giocare anche di destro. Apre corridoi invitanti (Coda anticipato al momento della battuta), scodella cross al bacio ma Rosina non è un gigante (27’) e Coda non è calibrato (28’), sfiora pure il gol ma senza forza e Minelli riesce a deviare. La scintilla non scocca: esterni bassi bloccati, Minala molle, Zito interno fa solo confusione, Ronaldo alterna fiammate a dormite. Manca il sacro furore, manca fluidità alla Salernitana, in bianco dopo un tempo contro un avversario timoroso, tremolante nella fase di gestione palla tra difesa e mediana. Nella ripresa il ritmo non cambia però il vantaggio siglato da Coda (assist di Rosina) toglie un po’ di pressioni e paure. Bollini cambia più volte spartito, prima si copre mentre Brocchi inserisce la terza punta. Troppo remissivi i granata (poi Bollini corregge e va di 4-4-2) che rischiano all’80’ di beccare il pari ma Gomis salva d’istinto. Così come l’istinto del gol regala a Donnarumma il raddoppio che scaccia le paure e restituisce fiato alla Salernitana.

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