La furia dei tifosi si abbatte sul Napoli 

Contestazione al San Paolo: tutti nel mirino della torcida tranne mister Ancelotti

Un clima pesantissimo accompagna il Napoli nella marcia d’avvicinamento alla gara di sabato sera al San Paolo contro il Genoa. Uno striscione con l’emblematica scritta “rispetto”, cori “solo la maglia” e “mettete in campo la primavera” scanditi dagli ultras azzurri, fumogeni e bombe carta: è durissima la contestazione andata in scena ieri pomeriggio all’esterno dello stadio San Paolo poco prima dell’inizio dell’allenamento del giovedì a porte aperte per i soli abbonati nell’impianto di Fuorigrotta. Nel mirino dei supporters sono finiti soprattutto i giocatori, rei di non aver rispettato le consegne, ma slogan di protesta sono stati intonati anche contro il presidente Aurelio De Laurentiis a cominciare dal classico “stai vincendo solo tu”. Atmosfera tesissima all’esterno dello stadio, sorvegliato da un imponente schieramento di forze dell’ordine. I calciatori del Napoli sono arrivati ognuno a bordo della propria auto o con dei taxi, entrando al San Paolo senza fermarsi.
Fischi anche dal settore Distinti dove circa 600 tifosi hanno assistito alla seduta di lavoro della squadra di Carlo Ancelotti, l’unico a esser risparmiato dalla contestazione. Dries Mertens è stato l’unico ad andare ad applaudire il pubblico, come a voler chiedere scusa, mentre il più bersagliato è stato il capitano Lorenzo Insigne reo di essere tra i “promotori” dell’ammutinamento dopo il pareggio di Champions League contro il Salisburgo.
Resta un mistero cosa sia accaduto nel post gara di martedì scorso, quando la squadra ha deciso di non rispettare l’ordine della società che aveva imposto il ritiro a Castel Volturno.
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