«In Sardegna per vincere Altrimenti addio salvezza» 

Perico, ex difensore di granata e rossoblu, guarda al mercato di riparazione «Davvero difficile rafforzare la rosa se a gennaio si è ancora ultimi e staccati»

«Venerdì si affronteranno due squadre in grande difficoltà. Inutile essere ipocriti, è una sfida che vale doppio, e non solo per la classifica, ma anche per il morale. Sicuramente sarà importante anche per i due allenatori, non navigano in buone acque né Mazzarri Colantuono». Questo il momento di Cagliari e Salernitana fotografato da Gabriele Perico, ex difensore di rossoblu (con cui ha esordito in serie A), e granata, oggi allenatore della under 18 dell’Atalanta.
Cosa succede nel Cagliari?
«E’ una situazione molto difficile, anche se a vedere i nomi della squadra si penserebbe a tutt’altro campionato. Sono rimasto in contatto con l’ambiente dopo quattro stagioni importanti, e avevo già palesato qualche dubbio alla riconferma di Semplici. Vero che si è salvato l’anno scorso, ma più per demeriti altrui, senza un filotto di vittorie o un numero di punti tali da pensare al rinnovo. E credo che non sia un pensiero solo mio, se Giulini ha deciso di cambiare allenatore dopo 3 turni.
Situazione simile a quanto accaduto a Salerno…
Sì, ci sono delle analogie. Castori è un grandissimo condottiero, ha dimostrato di fare bene in B, ma in A non aveva un passato così importante, anche se a Carpi quando è stato richiamato ha sfiorato la salvezza. Ha un tipo di gioco molto diretto, ma in questa categoria forse si deve puntare anche sulla qualità, penso all’Empoli che rischia, ma ha idee però servono anche gli interpreti. Il Venezia mi ha stupito, forse è lei la vera sorpresa.
Che sfida sarà?
Delicata. Gara da sei punti, ho giocato anche io parecchie partite del genere in A, e si sa prima di scendere in campo l’importanza di queste sfide. E non solo perché puoi aumentare il distacco da una diretta concorrente, ma anche per il morale, sono quelle giornate che rischiando di farti rinascere, o di affondarti definitivamente.
E di Colantuono che pensa?
Credevo potesse arrivare Iachini, o Nicola, allenatori con alle spalle salvezze importanti ed esperienza in serie A, mi è sembrata un po’ una scelta di ripiego. Sinceramente speravo pagasse il suo ritorno, ma ad ora non si è visto un cambio di marcia. C’è il serio rischio che chi perde venerdì possa perdere anche la panchina, e sarebbe il terzo cambio in 14 giornate per entrambe, credo si possa parlare di record. E io, a Cagliari, con Cellino ne ho vissute di queste situazioni. Si perde identità, unità, e se non hai importanti valori tecnici è difficile uscirne.
Quanto può incidere l’assenza di una proprietà?
Secondo me può pesare, si avvertiva anche questa estate. Non tutti i giocatori accettano questa incertezza, anche in fase di mercato diventa difficile convincere calciatori di categoria, già è difficile per una neo-promossa. C’è stato poi il jolly Ribery, un calciatore straordinario, ma comunque svincolato e di 38 anni, forse ne serviva uno per reparto. Sarà fondamentale arrivare a gennaio con una piccola fiammella di speranza ancora accesa, perché se la Salernitana sarà staccata di molto dalla zona salvezza sarà ancora più complicato portare giocatori con il serio rischio di retrocedere dopo poche partite. Spero che arrivi ancora viva alla sosta.
Ha solo incrociato Colantuono, arrivato al posto di Bollini, prima della sua partenza per Livorno…
Sì, avevo già scelto di andare via, lui però aveva impattato molto bene con la Salernitana, l’avevo visto carico, motivatissimo. Poi nella seconda stagione c’è stato un calo, dovuto anche a fattori esterni, e ne è venuta una stagione complicata e conclusa con una salvezza sofferta.
Stefano Masucci
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