«Imparo tanto dai giovani che alleno» 

Mister Nicola a Bellizzi per l’evento in ricordo di Gerardo Farella e Simone Rocco. In via D’Annunzio ha inaugurato un club

“Forever Young” di Alphaville risuona da quando Gerardo Farella e Simone Rocco non ci sono più. È la colonna sonora del ricordo di due giovani di Bellizzi, due ragazzi scomparsi nel fiore degli anni a causa di un maledetto incidente stradale avvenuto nel 2015. Da allora, nella cittadina della Piana del Sele come fra gli amici e i compagni del basket, la loro traccia su questa terra viene tramandata attraverso l’associazione Kleros. «Questa città è stata ferita, siamo ancora scossi da allora», l’emozione del sindaco Mimmo Volpe e del figlio e consigliere regionale Andrea. Un ricordo che, adesso, diventa pure di Davide Nicola. Perché il tecnico della Salernitana, l’eroe della salvezza granata e della nuova avventura appena cominciata in Serie A, non resta insensibile a queste storie. Non può restare insensibile. Nicola, nel luglio del 2014, ha perso il figlio Alessandro, a soli 14 anni, per un altro maledetto incidente stradale. E Nicola, dal palco dell’Arena Troisi, si lascia andare a una vera e propria lezione ai ragazzi, elogiando i suoi giovani della Salernitana, quelli che ogni giorno «mi fanno tornare a casa più ricco». Cita De Andrè, Platone e Papa Francesco in dieci minuti in cui incanta il pubblico: «Sono rimasto colpito dalla lettera di Bergoglio sui valori dello sport: in tanti punti mi riconosco. Nel calcio, come nella vita, è fondamentale un approccio positivo perché non devono esistere scorciatoie». Poi il suo pensiero sul mondo dell’educazione e sull’importanza di veicolare ai giovani i veri valori: «A me non piace dare consigli. De Andrè in una sua canzone dice che la gente dà consigli quando ha finito di dare il cattivo esempio. I nostri atteggiamenti possono influenzare i giovani ma è sempre difficile coniugare la formazione con gli obiettivi del lavoro. Bisogna portare avanti concetti importanti ma è difficile essere coerenti. Quando non ci si riesce, ci vorrebbe la responsabilità di ammetterlo - evidenzia Nicola -. I giovani d’adesso sono come noi, le generazioni precedenti criticano le successive perché non ci riconosciamo nei loro valori. Ma i ragazzi, adesso, ricevono tanti input, devono difendersi da tutti questi stimoli e capire quali siano gli input che li aiutino a crescere. La sfida dell’educazione è difficile, bisognerebbe lavorare con loro per comprendere come veicolare al meglio i veri valori». E, inevitabilmente, Nicola parla anche dei tanti giovani della sua Salernitana: «Vedo in loro la possibilità di realizzare ciò che desiderano essere. Mi rende orgoglioso far parte di questo loro percorso, quando arrivo a casa mi rendo conto che sono io ad aver imparato da loro. Mi aiutano a vedere le cose con gli occhi diversi».
L’allenatore granata, in precedenza, si è recato in via Gabriele D’Annunzio per partecipare all’inaugurazione di un club di tifosi granata dedicato alla memoria di Giovanni Toriello, 19enne tragicamente scomparso nell’aprile del 2019 dopo essere stato investito da un treno regionale nella domenica di Pasqua. Poi ha partecipato all’evento organizzato dall’associazione Kleros presieduta da Angelo Farella, responsabile della locale Protezione Civile e padre di uno dei giovani deceduto nell’incidente stradale. Le borse di studio alla memoria dei ragazzi sono andate a Mario Cona, iscritto alla facoltà di Ingegneria Meccanica dell’Università di Salerno dopo il diploma al liceo Medi di Battipaglia, e a Francesco Fabiano, anche lui matricola di Ingegneria Meccanica dopo il diploma al “Severi” di Salerno. Consegnati anche i premi “Giovane Cestista” a Lucio Francesco Polito e “Giovane Atleta” a Martina Quarto. (al. mo.)
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