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Il Milan a Pioli, “nato” alla Salernitana 

Debuttò in granata nel 2003: il ds Longo lo preferì a Ezio Capuano

Tocca a Stefano Pioli rialzare il Milan. Il club rossonero ha deciso di invertire la rotta dando l’addio a Marco Gianpaolo. L’ex allenatore della Sampdoria paga la falsa partenza in campionato, nonostante la vittoria in rimonta sul campo del Genoa. Dopo l’assalto fallito a Luciano Spalletti, bloccato dal mancato accordo con l’Inter per la risoluzione del contratto, il tandem Maldini-Boban ha deciso di ripartire da Stefano Pioli. Per il tecnico emiliano è un’altra avventura prestigiosa di una lunga carriera partita tra i professionisti da Salerno. Dopo l’esperienza con le giovanili di Bologna e Chievo, fu la Salernitana a regalargli la prima panchina fra i professionisti nella stagione 2003-2004. Una grande chance concessagli dall’allora presidente granata Aniello Aliberti, con l’investitura arrivata direttamente dal compianto direttore sportivo Carmine Longo, ricordato settimana scorsa dallo sport salernitano con l’intitolazione del Palazzetto dello Sport a Capriglia. Pioli bruciò in extremis Eziolino Capuano e, dopo aver ereditato una squadra ripescata in serie B, riuscì a condurre la Salernitana alla salvezza con il 17esimo posto finale su 24 partecipanti, dopo aver accarezzato anche la zona playoff. L’avventura gratificante sulla panchina dell’Arechi gli spalancò le porte del Modena e successivamente di club prestigiosi come il Parma, Bologna, Lazio ed Inter su tutte. L’ultima esperienza in ordine di tempo riporta all’avventura con la Fiorentina, con il dolore vissuto in prima persona per la prematura scomparsa del capitano Davide Astori.
Sabato Romeo
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