«Il ko fa male, ma possiamo salvarci» 

Colantuono elogia la squadra e va oltre il risultato: dobbiamo restare incollati al treno salvezza. Siamo Ribery-dipendenti

A mani vuote. Resta il rammarico in Stefano Colantuono e nella Salernitana per un derby con la capolista Napoli giocato alla pari ma che premia i partenopei.
Novanta minuti in cui la Bersagliera ha guardato negli occhi la truppa di Luciano Spalletti, quasi a spaventarla nell’ultimo spezzone di gara, tenendo in bilico la partita e imprecando dopo il triplice fischio finale per la clamorosa chance del pari cestinata da Gagliolo a pochi passi da Ospina. «Dispiace tanto, perché abbiamo fatto una prestazione impeccabile - la disamina del tecnico granata -. Quando parlavo di dettagli alla vigilia mi riferivo alla grande attenzione in fase difensiva, lasciando al Napoli il dominio del possesso palla ma chiudendo ogni spazio centralmente per non accendere i loro attaccanti. Il gol di Zielinski ha rovesciato tutto, ma siamo stati bravi a restare incollati fino alla fine. Poi dopo il gol, abbiamo avuto le nostre occasioni con Ribery e Gagliolo ed è un peccato incassare questo ko».
Nessuna recriminazione dunque, per una Salernitana brava a soffocare il Napoli e a restare aggrappata alla partita, con il forcing finale però che non ha pagato, lasciando il rimpianto per un pareggio più che meritato per quanto fatto da vedere dalla truppa granata. Nel mezzo tante emozioni, con il tecnico romano scatenato come se toccasse a lui ringhiare in campo, accovacciato sulla punizione di Ribery fermato da Di Lorenzo sulla linea, per poi ritornare negli spogliatoi a testa bassa al triplice fischio finale. «La squadra è stata impeccabile sia nella preparazione della gara che nello svolgimento - la carezza di Colantuono -. In fase offensiva, la velocità di Gondo ha messo in crisi la difesa del Napoli, sfruttando poi la potenza di Simy e Djuric per l’assalto finale. In fase di non possesso, avevamo lavorato ipotizzando sia l’impiego di Osimhen che di Insigne. Nonostante le loro assenze la squadra non si è scomposta, seguendo alla lettera il piano gioco. Avremo anche lasciato ai nostri avversari il possesso palla, ma nell’arco dell’intero match non ricordo grandi occasioni del Napoli. Nonostante tutto, alla squadra vanno solo i miei complimenti».
Ora occorre però archiviare la delusione per la sconfitta e tenere dritta la barra per non perdere di vista l’obiettivo salvezza. Missione difficile ma non impossibile, soprattutto ripartendo dalle prestazioni solide viste sia con il Venezia che con i partenopei. «Questo ko fa male ma ci lascia tanta consapevolezza perché abbiamo dimostrato di poter dire la nostra in questo campionato. Ogni sfida, anche quella più difficile, ci permette di poter prendere tanti aspetti positivi. Ora serve quello, specie come quando come stasera (ieri per chi legge, ndr) torni a casa con la prestazione ma senza punti. Sappiamo che per giocarci le nostre chance dobbiamo restare incollati al treno salvezza nel mini-campionato che ci vedrà protagonisti con una cerchia ristretta di squadre».
Il prossimo step sarà proibitivo, con la sfida alla Lazio di Claudio Lotito, altra appuntamento segnato in rosso sul calendario del tifo granata. «Andremo all’Olimpico per dire la nostra facendolo con una partita organizzata, attraverso la cura dei dettagli e dei particolari, consapevoli che possiamo giocarcela ovunque e con chiunque. Non avremo Kastanos ma non posso piangermi addosso: ora conta solo il campo e trovare le energie per una nuova battaglia sportiva».
L’ombelico del mondo granata resta sempre Franck Ribery, punto di riferimento al quale Colantuono si aggrappa per provare a centrare la rimonta salvezza. «Non è un’utopia dire che siamo Ribery-dipendenti. Siamo aggrappati alla sua qualità, alla sua leadership. Non c’è bisogno di ragionare troppo su questo: basta quello che porta scritto sulla maglietta per risolvere ogni dubbio».
Sabato Romeo
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