«Ho le idee molto chiare Ma penso fino all’ultimo» 

Il neo allenatore non svela la formazione e spiega la scelta di accettare Salerno «Questa è una buonissima squadra, bisogna restare attaccati al treno salvezza»

«Ci attende un lavoro di grande sofferenza: sarà durissima ma possiamo raggiungere la salvezza». Stefano Colantuono suona la carica e prova ad infondere ottimismo in casa Salernitana. Falcidiato dalle assenze in uno scontro diretto già determinante per la classifica, l’allenatore romano si prepara al suo secondo debutto da tecnico granata smorzando il malumore e il pessimismo sempre più crescente. «Non possiamo permetterci di perdere la serie A: qui non c’è in ballo solo la mia storia ma anche quella del club - il manifesto nella sua prima conferenza stampa -. Ora, con l’aiuto del nostro straordinario pubblico, è il momento di mettere in campo tutte le energie a disposizione per centrare questo nuovo obiettivo. Non sarà facile ma dobbiamo giocarci le nostre chance attraverso le prestazioni ma soprattutto con l’atteggiamento giusto». Sorridente ma soprattutto “carico a mille”, Colantuono è pronto ad una delle sfide più difficili della sua carriera, ritornando a bordo campo quasi tre anni dopo, con l’ultimo precedente che risale al dicembre 2018 (ko con il Carpi 3-2) e alla chiusura anticipata della sua esperienza con la Salernitana. «Ho accettato la chiamata dell’amministratore Marchetti e del direttore Fabiani perché potevo tornare a confrontarmi con un campionato accattivante come quello di serie A ma soprattutto per riannodare il filo con Salerno, piazza alla quale mi sento legato seppur la mia prima avventura sia stata abbastanza breve - la premessa di Colantuono -. Ritorno con tante ambizioni dopo aver archiviato quella parentesi molto dolorosa a livello personale e che mi ha lasciato più di un rimpianto. Acqua passata, adesso dobbiamo provare a centrare una salvezza che sarebbe storica».
Nessuna preclusione, nemmeno allo spauracchio trust («Non mi sono posto il problema, sarei tornato a prescindere anche se la situazione fosse stata ancora più difficile»). Presente e passato che si lega con Fabrizio Castori, esonerato dopo il ko di La Spezia e lasciando per qualche ora vuota la panchina adesso targata Colantuono. «A Fabrizio va il mio saluto più affettuoso - il pensiero del tecnico romano -. Sono legato a lui da oltre trenta anni, lo reputo un fratello, uno dei pochi amici che ho in questo mondo. Ha scritto una pagina della storia calcistica della Salernitana, centrando un risultato che in passato era riuscito solo a Gipo Viani e Delio Rossi. Ora spero di riuscire anche io a scrivere il mio nome negli annali granata».
Missione delicata, da centrare provando a riavvolgere il nastro, cancellando la delusione della squadra per il terremoto tecnico battendo l’Empoli e centrando tre punti vitali nella rincorsa salvezza. «Quando va via un allenatore è una sconfitta per tutti. Molti calciatori erano legati a Castori ma ora dobbiamo resettare tutto perché non possiamo più permetterci passi falsi. Da dove ripartire? Questa è una buonissima squadra alla quale manca qualche punto per le prestazioni offerte».
In continuità con la vecchia gestione tecnica, a dettare legge è l’emergenza infortuni che costringerà anche Colantuono a fare di necessità virtù nella scelta del suo primo starting-eleven granata. «Abbiamo tante defezioni ma fare la conta degli indisponibili in questo momento non serve. A chiunque farebbe piacere avere un ventaglio largo di scelte. Adesso occorre mettersi tutto alle spalle e pensare solo a fornire prestazioni importanti». Restano i dubbi sulla formazione («Ho le idee chiare ma mi prenderò fino all’ultimo secondo per ragionarci»), in una sfida determinante, una vera e propria battaglia da “sei punti” in palio.
«Queste sono e saranno le nostre partite, in fondo la Salernitana sa che deve fare un certo tipo di campionato. - il pensiero di Colantuono - Ora bisogna rimanere attaccati al treno salvezza, immergersi in questa situazione che la classifica ci ricorda ogni giorno e lottare per prenderci questa salvezza». (sa.ro.)
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