Gravina sceglie il silenzio Consiglio senza sorprese 

Nessun accenno alle vicende dell’ippocampo da parte del presidente federale Oggi nuova assemblea della Lega di A con il club granata sempre non invitato

Bocche cucite. Il tema Salernitana passa in secondo piano. Dopo settimane infuocate, dichiarazioni pepate e inviti eloquenti a risolvere il nodo multiproprietà, la Figc tira avanti per la propria strada senza ritornare sul destino del club granata. Nel Consiglio Federale svolto ieri direttamente nelle stanze di “Casa Azzurri”, sede del ritiro della Nazionale di Roberto Mancini, il presidente Gabriele Gravina non è ritornato sull’argomento Salernitana, non presente all’ordine del giorno. Silenzio quasi a sorpresa se si ripensa al duro scontro fra Claudio Lotito e il presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino durante l’assemblea dei club di massima serie dello scorso lunedì tra i quali però non figurava la Salernitana, non invitata all’incontro. Un botta e risposta verbale con tanto di nervi a fior di pelle sul quale Dal Pino, ieri in veste di consigliere federale, ha preferito non tornare. Il tema Salernitana è stato così accantonato, rimasto nel cassetto anche nelle dichiarazioni post-assemblea rilasciate da Gravina, concentrato esclusivamente sulla partenza dei prossimi Europei, con l’ambizione di vedere l’Italia protagonista in una marcia trionfale fino alla finale di Wembley.
Significativo però è il cambio di tono sull’argomento. Rimbombano ancora le parole pronunciate nelle scorse settimane da Gravina sul nodo multiproprietà, con tanto di complimenti al club granata alla vigilia della decisiva trasferta di Pescara per poi rimarcare a Lotito l’obbligo di cedere il club “per il rispetto delle regole”. Argomento che fu anche all’ordine del giorno nel Consiglio Federale del 17 maggio, quando la votazione unanime indicò la data del prossimo 25 giugno come deadline per dirimere la questione. “La Salernitana si è guadagnata il diritto di partecipare alla Serie A ma tutto ruota intorno al senso di responsabilità dei soggetti che ne detengono la proprietà”, fu il commento serafico di Gravina.
Nel Consiglio Federale svoltosi ieri, tanti però sono stati i passi mossi per la sostenibilità futura del calcio. Su tutte, la deroga fino al 31 luglio per la discussione e l’approvazione della riforma dei campionati, con la possibilità già dalla stagione 2022-2023 di poter concretizzare il passaggio a 18 squadre della serie A. «Ho voluto dare un messaggio forte - il commento di Gravina -. Se il Consiglio Federale non si assumerà la responsabilità delle decisioni, convocherò un’assemblea straordinaria e saranno le società a dettare i ritmi per una riforma che non possiamo più rinviare». Determinati anche i criteri per i ripescaggi, con eventuali istanze che dovranno essere presentate entro il 19 luglio. In serie C verrà data priorità alle società di serie A che vorranno iscrivere alle competizione le proprie seconde squadre. Allo stesso tempo verrà garantito il criterio dell’alternanza con priorità ai club di Serie D nell’elenco dei club. Nominati Demetrio Albertini e Ivan Tisci, neo-presidenti rispettivamente del Consiglio del Settore Tecnico e del Settore Giovanile e Scolastico.
Intanto, questa mattina toccherà alla Lega Serie A adunarsi nuovamente dopo l’assemblea al veleno di lunedì scorso. Alla seduta fissata in videoconferenza mancherà ancora la Salernitana: il club granata è stato nuovamente escluso, non invitato perché ancora alle prese con il nodo multiproprietà. I 19 club s’interrogheranno sui diritti tv internazionali sia del campionato che della prossima Coppa Italia. Possibile però che il discorso scivoli anche sul tema spezzatino, con la possibilità di aumentare a 10 gli slot tv come inizialmente accordato nella scorsa assemblea prima del clamoroso dietrofront.
Sabato Romeo
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