IL PUNTO

Grande vergogna, altro che la Uefa

Una sconfitta che pesa, Salernitana mai all’altezza e priva di determinazione. Non ci possono essere scuse quando si perde 5-0, come con il Sassuolo, senza cacciare nemmeno l’orgoglio. E dando l’impressione di calciatori assenti, come nella partita persa all’Arechi contro il Lecce. Occorre fare in fretta per scoprire cosa va male in questa squadra attualmente incapace di rispecchiare le strategie di mister Nicola e lontana dai traguardi cari al presidente Iervolino  il quale ieri in tribuna al Mapei Stadium, come i quasi cinquemila giunti da Salerno, ha visto l’ippocampo naufragare sotto i colpi di un non irresistibile Sassuolo.

Negativa metamorfosi, dopo il promettente avvio di torneo. La Serie A è un campionato che non perdona, nemmeno ammette che le parole prevalgano sui fatti e, soprattutto, condanna senza appello chi scende in campo incapace di leggere l’evoluzione della partita o cambiare passo nel momento della difficoltà. Che il tecnico Nicola non sia esente da responsabilità lo ha chiarito lui stesso, assumendosi ogni onere. Ma a chi può giovare, solo questo, se i calciatori granata, che possono decidere le fortune o meno del club, sono improvvisamente avulsi dal gioco e la velleità di posizionarsi stabilmente nella parte nobile della classifica appaia ora sinistra.

Tutto è rimediabile, se c’è volontà concreta. Ma patron Iervolino si faccia sentire perché, se gli investimenti sono i suoi, l’amore per la Salernitana è degli sportivi. E via chi non ci crede o è affetto da onnipotenza, perché rimettere in discussione un intero progetto non solo sportivo sarebbe passo indietro per tutti. Cocente, più del ko con il Sassuolo.