LA TORCIDA

Frangia, altra casa granata: Curva Sud al rione Carmine

Inaugurata la sede del gruppo ultras in via Manganario con tanti supporters 

SALERNO - Una nuova “casa” del tifo granata. È stata inaugurata ieri sera, al rione Carmine, la sede di Frangia Kaotika, gruppo ultras della Curva Sud Siberiano che ha voluto condividere con tutta la torcida dell’ippocampo questa nuova importante tappa d’un percorso iniziato ormai oltre sei anni fa. Già nell’estate del 2012, infatti, diversi ragazzi, tra cui alcuni “ex Plaitano”, decisero di compattarsi e schierarsi nell’anello superiore del settore più caldo dell’Arechi, facendosi notare per i primi striscioni “usa e getta” che catturarono l’attenzione del popolo del cavalluccio marino e non solo. Fu il test match estivo Salernitana- Lazio, l’amichevole che segnò il “ritorno” di denominazione e simboli storici dopo la promozione dalla serie D sotto il nome Salerno Calcio, a riproporre un fermento ultras anche al centro della Sud superiore, nei pressi della balaustra storicamente occupata da Raffaele Russo , al secolo “il Vikingo”. Proprio lui, l’eterno “numero 7” che dà le spalle al campo, è una sorta d’icona e guida esperta per il nuovo gruppo composto da ragazzi anagraficamente molto più giovani, però già con una consolidata militanza al seguito dei colori granata. La sfida di Frangia Kaotika, sigla di fatto comparsa nel 2013 con tanto di logo e vessilli, ha sempre seguito la linea del direttivo della Curva Sud Siberiano, di cui fa parte, pur con una propria ferma posizione sulla Tessera del Tifoso. Anche quando gran parte degli ultras decisero di sottoscrivere la card, infatti, la Frangia preferì proseguire lungo la propria strada del “no all’articolo 9”, rispettando le decisioni altrui ma riprendendo di fatto a seguire la squadra del cuore in trasferta soltanto dopo che il programma di fidelizzazione, circa un anno e mezzo fa, ha imboccato il viale del tramonto, con limitazioni circoscritte a poche partite (l’unica della scorsa stagione fu Foggia-Salernitana). Ieri sera, in via Manganario, la benedizione è stata affidata a fra’ Gianfranco Pasquariello , un cuore granata che proprio attraverso la passione per il calcio avvicina tanti giovani (e non solo) a Dio e a una “rivincita sociale” dopo errori commessi nel passato. «Nessuno è più fedele e devoto di Raffaele “il Vikingo”», ha detto il frate prima di richiamare l’attenzione dei dirigenti della Salernitana presenti, Salvatore Avallone ed Alberto Bianchi : «Siamo venuti in tre a benedire il club per esorcizzare i tre gol subiti lunedì scorso contro il Brescia. Mi raccomando, voltiamo pagina e rializiamo in fretta questa squadra». C’era anche Luca Fusco , cui i ragazzi hanno dedicato affetto e un coro («c’è solo un capitano »), ma c’erano soprattutto tantissimi tifosi, alcuni storici (in testa la fedelissima Celeste Bucciarelli), altri più giovani, e i rappresentanti di tutti i gruppi ultras della Curva Sud Siberiano. Perché la tifoseria granata ha molte sigle e altrettante “case”, ma un’unica grande bandiera.

(d.c.)