Diamanti trascina, Rosina è meteora 

Destini agli antipodi per i due senatori: “Alino” è ancora il vero leader dei toscani

Lampi di genio e la parola qualità ad accomunarli. Perché Livorno-Salernitana ha sì un valore fondamentale per la classifica ma anche l’esperienza di calciatori alla ricerca ancora di chance per brillare. Luce che sprizza dal sinistro sia di Alessandro Diamanti che di Alessandro Rosina, accomunati dallo stesso nome e da una carta d’identità quasi simile (il trequartista amaranto è classe 1983, un anno più “vecchio” del fantasista granata).
Caratteristiche comuni ma con un rendimento stagionale diametralmente opposto. Perché Diamanti, arrivato in estate dopo l’esperienza di Perugia, è diventato subito faro e leader di un Livorno impegnato nell’affannosa rincorsa salvezza. Ben 24 le presenze nell’attuale campionato di serie B con ben nove gol realizzati e sei assist vincenti serviti ai compagni, rispondendo sul campo alle critiche arrivate in estate sul suo ingaggio. «Non sono venuto a svernare, dimostrerò chi sono», le parole nella conferenza di presentazione, quando l’allora tecnico del Livorno Cristiano Lucarelli affidò ai piedi di Diamanti l’intero gioco amaranto. L’esperienza con l’ex bandiera toscana in panchina ha avuto però vita breve, con l’approdo di Breda a risollevare sia la squadra che ad innalzare le prestazioni del trequartista di Prato. Dal cambio di panchina Diamanti non si è più fermato, costretto a saltare solo le sfide con Carpi e Venezia causa squalifica e realizzando sei di nove gol messi a segno in stagione.
Ben 1955 i minuti giocati da “Alino”, un abisso rispetto agli appena 327’ disputati in campionato da Alessandro Rosina, numero 10 alla ricerca di un’occasione dopo una prima parte di stagione da cancellare. L’infortunio al ginocchio e l’iniziale taglio dalla lista over sembravano essere i titoli di coda di una storia d’amore mai decollata. Tutto cancellato nella parte finale dell’era Colantuono i due squilli con Cittadella e Carpi, per poi uscire dai radar e scivolare di nuovo nel tunnel degli infortuni nell’inizio del 2019. Con il Crotone 9’ non sono bastati per lasciare il segno, un mese dopo l’ultima presenza sul terreno di gioco dell’Arechi nel ko interno con il Benevento dello scorso febbraio. Ora però Rosina pretende spazio per provare a trascinare la Salernitana fuori dal limbo di classifica e proiettarla in zona playoff dando un senso ad una stagione anonima, imitando magari proprio il “rivale” di Diamanti. Classifica ma non solo: Livorno-Salernitana è anche questa sfida tra due “vecchi” che vogliono ancora esprimere tutta la loro qualità. (s.r.)
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