LA NUOVA ERA

Da San Siro a San Gregorio, il maestro Ventura torna in cattedra

La prima lezione del tecnico della Salernitana a Djuric e Jallow, i discorsi alla squadra, il pallone attaccato ai piedi

 

Il maestro di calcio - lo chiamavano tutti così prima della maledetta esclusione dal Mondiale di Russia - si prende la scena poco dopo le undici del mattino. E tiene la prima lezione. Gian Piero Ventura convoca a sé Milan Djuric e Lamin Jallow, spiegandogli che (almeno per ora, aspettando il mercato) loro compongono la sua coppia d’attacco. Qualche minuto prima ha spiegato cosa fare a Tiziano De Patre, che fu suo centrocampista di riferimento in passato e ora gli fa da assistente, e a Matteo Lombardo, unico superstite dello staff tecnico della stagione scorsa.
Il resto del gruppo è già ai titoli di coda della prima seduta d’allenamento in ritiro, fra stretching e doccia, mentre il tandem di punte che un’estate fa, proprio di questi tempi, la Salernitana sognava (stelle di mercato che non avrebbero però mai davvero brillato se non per tratti troppo brevi, e comunque non uno accanto all’altro), resta in campo con l’ex ct. È un gioco di movimenti, scambi di posizione, uno che va incontro alla palla e l’altro che si butta in profondità, la sponda e l’inserimento, l’intesa e l’imprevedibilità. Dura un quarto d’ora, non di più, però è una full immersion nello studio del manuale del buon attaccante.