«Cavese, un record da tifoso in campo» 

Serie C. Claudio De Rosa con 216 presenze in blufoncè ha raggiunto Luciano Carafa: questa maglia è la mia seconda pelle

Dopo la sconfitta di campionato a Lentini e quella di Coppa ad Avellino, la Cavese si prepara a quello che sarà un match delicato: domenica al “Menti” di Castellammare di Stabia si batterà col Catanzaro di mister Grassadonia, una formazione che già si trova all’interno della zona play-off e che quindi vorrà consolidarsi. L’attaccante Claudio De Rosa è a un passo dallo stabilire un nuovo record per la storia della Cavese: già qualche anno fa è diventato il miglior marcatore di tutti i tempi della squadra metelliana, con 104 gol realizzati, domenica contro la Sicula Leonzio ha eguagliato il record di presenze con i biancoblu, 216, che era detenuto dal solo Luciano Carafa, e adesso, con una sola presenza in più diventerebbe lui il primatista di presenze in maglia metelliana. Potrà già arrivarci domenica contro il Catanzaro? Non si sa, ma certamente sarebbe un record che vorrebbe festeggiare, insieme alla sua società, con un risultato prestigioso sul campo.
«Per me è sempre un motivo di orgoglio aver raggiunto un numero così alto di presenze con la maglia della squadra della mia città. Io sono di Cava de’ Tirreni - ricorda De Rosa -. Questa maglia per me è come una seconda pelle, e avere la possibilità di stabilire un nuovo record di presenze con la squadra per cui faccio il tifo da quando ero bambino, è un qualcosa che per me non ha prezzo. Le emozioni che mi dà la maglia della Cavese sono indescrivibili, perché sono un qualcosa di unico. È sempre bello raggiungere record a livello personale, ma conta sempre il risultato di squadra, e ciò che più conta è che otteniamo l’obiettivo della squadra. Poi i miei obiettivi personali possono restare in secondo piano».
Gia, ma qual è la partita che De Rosa ricorda con più affetto? «Sono parecchie. Probabilmente quella in cui ho fatto qualcosa di eccezionale è stata contro l’Akragas, quando abbiamo vinto 3-2 ad Agrigento. Una gara spettacolare, perché dopo pochissimi minuti eravamo andati in inferiorità numerica, eravamo andati sotto di due gol, e non era facile recuperare. Poi segnai una tripletta e questo ci permise di battere una squadra che era attrezzata per vincere il girone di serie D. Ricordo che in una delle tre esultanze, andai verso i tifosi della Cavese che erano nel settore ospiti, circa 150, e c’era chi piangeva. Questa è stata un’emozione per la quale mi vengono i brividi a raccontarla. Il senso di appartenenza alla maglia della Cavese deve essere molto forte. Ci sono tifosi che fanno sacrifici, spendono soldi per venire in trasferta, e la mia filosofia è onorarli con l’impegno. Io mi sento un tifoso in campo, uno di loro».
Archiviata la Coppa Italia, si torna a pensare al campionato: Catanzaro-Cavese. «Affronteremo un organico forte, costruito per vincere, ma sarà una partita bella da giocare - chiosa De Rosa -. Ci confronteremo con loro sapendo che dovremo mettere qualcosa in più, rabbia, sudore, corsa, cuore, tutto».
Orlando Savarese
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