IL FATTO

Cavese U17, Cafaro “eroe” per caso: salvato il tecnico Russo

Il trainer /p> si è accasciato a terra dopo un malore: l'infermiere è prontamente intervenuto evitando il peggio

Se con la sconfitta subita ieri a Mascalucia ad opera dei pari età del Catania, la Cavese Under 17 ha praticamente pregiudicato la possibile qualificazione alla fase nazionale, i biancoblu vincono comunque dal punto di vista della correttezza e del rispetto. In particolare Gioacchino Cafaro, l’infermiere al seguito dei biancoblu, ieri al campo di Torre del Grifo è diventato un eroe, e l’allenatore dei catanesi Russo gli sarà grato. Detta così, sembra una di quelle fiabe che prima si mettono male, poi però hanno un lieto fine, ma è successo davvero.

La compagine rossoazzurra era andata sotto nel risultato proprio a pochi giri di lancette dal novantesimo con un’autorete che aveva portato in vantaggio la Cavese Under 17 allenata da Bovienzo, ma poi il Catania ha sfruttato i pochi minuti che rimanevano a disposizione e ha reagito, segnando prima il gol del pareggio e poi, nei minuti di recupero, quello del 2-1. Finita la partita, lo stesso tecnico del Catania Under 17 Orazio Russo (già attaccante anche in Serie A nel Lecce e poi nello stesso Catania) si è sentito male, si è accasciato a terra dopo un malore, faceva fatica a respirare e la situazione è apparsa subito seria.

A quel punto senza pensarci è intervenuto Cafaro per prestare soccorso a Russo, il quale è riuscito così a riprendere conoscenza dopo qualche minuto. Forse la tensione della gara, determinante per la classifica, e anche il caldo soffocante che si respira di questi tempi in Sicilia, hanno giocato un brutto scherzo al tecnico etneo, ma alla fine lo spavento è durato poco. Dopo essersi ripreso del tutto, lo stesso mister Russo si è presentato negli spogliatoi della Cavese per ringraziare Cafaro per il soccorso prestatogli e ha anche rivolto i complimenti ai giovani calciatori aquilotti per la bella prestazione offerta in campo.

«No, non mi sento un eroe - ha commentato Cafaro dal pullman che ieri sera stava riconducendo la Cavese in Campania - perché ho fatto semplicemente il mio mestiere. Cerco di svolgerlo sempre nel miglior modo possibile. Qualche volta ci si può riuscire, ma certo ci vuole sempre l’aiuto di qualcuno “al di sopra di noi”. Siccome ho lavorato per molti anni in Rianimazione, allora sono abbastanza addentro alla problematica».

(o. s.)