IL CASO

Caos nei dilettanti: si gioca ma sono tutti già in vacanza

Ecco le “gare aggiuntive” per le troppe retrocessioni dalla D

SALERNO - Nell'estate del 1992, i calciatori della Danimarca erano in vacanza quando, all'improvviso, arrivò la chiamata della Uefa che, a pochi giorni dall'inizio dell'Europeo, inserì la nazionale biancorossa fra le partecipanti alla fase finale della massima competizione per nazionale del vecchio continente per sostituire la Jugoslavia travolta dalla guerra. Fu l'inizio di una favola che portò la squadra dei fratelli Laudrup ad alzare il trofeo dopo la vittoria nella finale con la Germania. Fu uno dei "casi limite" del calcio passati alla storia. E che, adesso, si ripresenta anche nei dilettanti regionali. Quella chiamata improvvisa fece sorridere i danesi. Ora, invece, la "convocazione" al ritorno in campo ha mandato su tutte le furie tanti club che saranno costretti a un playout aggiuntivo per ottenere la salvezza. Il Comitato Regionale della Figc, infatti, dopo la retrocessione della Sarnese dalla serie D, si trova con un numero di squadre maggiori nell’organico della prossima Eccellenza. Al momento, infatti, sono 34 i club aventi diritto alla partecipazione al torneo dilettantistico, due in più rispetto al numero previsto di 32. Per questo, dunque, sono stati indetti dei playout supplementari per arrivare al "numero legale" del campionato. A distanza di un mese dalla festa salvezza, dunque, il 25 maggio dovranno tornare in campo Scafatese e Faiano per contendersi un posto in Eccellenza. Ancora più complicata la situazione in Promozione: nel girone C, infatti, la Sanseverinese - che ha ottenuto la salvezza senza passare dagli spareggi con cinque giornate d'anticipo - dovrà affrontare il Gesualdo mentre nel girone D toccherà a Temeraria San Mango e Rocchese (anche loro salve senza playout) affrontarsi per mantenere la categoria. Sarà soltanto la prima parte di un colpo di scena che renderà infinita la stagione: previste, infatti, ulteriori gare fra le perdenti dei primi spareggi per stipulare una sorta di “graduatoria” per le possibili retrocessioni.

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