«Cambiare registro o sarà durissima...» 

Castori per ora è blindato, non cerca alibi e pungola i suoi

«Ora dobbiamo cambiare registro altrimenti così diventa tutto impossibile». Fabrizio Castori non si nasconde e non trova alibi. Pochi minuti dopo la debacle di Torino, la terza di fila in serie A che francobolla sulla fronte della Salernitana l’etichetta di ultima della classe, il trainer granata prova ad analizzare il momento. Con il morale sotto i tacchi così come l’intero spogliatoio. «Questa non è la strada giusta per il campionato che ci aspetta. Serve dare una sterzata ed eliminare questo blocco mentale che non ci fa esprimere al meglio, mettendo finalmente in campo i nostri principi di gioco».
La faccia rabbuiata di Castori è la testimonianza visiva della preoccupazione crescente, accompagnato dal ronzio sempre più insistente di pensieri e interrogativi che attanagliano il tecnico granata. Anzi, lo zero in classifica e gli undici gol subiti nelle prime tre uscite hanno fatto suonare forte il campanello d’allarme anche tra i dirigenti granata. L’ipotesi esonero, al momento, non pare contemplata. Al fianco del tecnico campano nel post-Torino c’era il dirigente Alberto Bianchi per una prima analisi della situazione. Tutto verrà ripetuto questa mattina, quando società, tecnico e squadra si guarderanno negli occhi. Poi sarà tempo di far parlare in campo: determinante il doppio turno interno con Atalanta e Verona, sperando in giorni migliori e, soprattutto, in sorrisi per allontanare qualsiasi spettro.
Il poker incassato in casa del Torino però suona come una disfatta totale. La sfida in Piemonte doveva essere la prima delle gare alla portata, del mini-campionato che ingloba la Salernitana e che fa rima con “lotta per non retrocedere”. Ed invece il primo crash-test ne fa uscire l’ippocampo con le ossa rotte. Una squadra al momento lontanissima da ogni aspirazione di permanenza in A. «Siamo crollati dopo il 2-0 - la disamina amara dell’allenatore -. Questo è un atteggiamento che non possiamo permetterci. Mi auguro non si ripeti più perché le partite possono cambiare in un attimo. Così, invece, alzando bandiera bianca ad ogni gol incassato, si rischia di incassare passivi pesanti in ogni partita».
Un crollo verticale, legato soprattutto alla distruzione delle certezze dell’intero impianto di gioco. A partire dalla difesa, la peggiore per rendimento nell’intera serie A, lontana anni luce dal bunker inespugnabile della promozione in massima serie. Preoccupante pure l’astinenza dal gol da due partite consecutive, con i granata incapaci di creare pericoli in serie e accompagnati dalla luna storta come in occasione del palo colpito da Di Tacchio nel primo tempo. «Ci manca un po’ di finalizzazione e concretezza - l’ammissione di Castori -. Bisogna entrare nella mentalità della categoria: dobbiamo iniziare a giocare meglio, liberi dall’ansia di sbagliare. Siamo una matricola, sappiamo che il nostro campionato sarà difficilissimo ed è per questo che occorre giocare liberi dall’ansia di sbagliare».
Per il tecnico della Salernitana resta però qualche timido appiglio al quale aggrapparsi gettando lo sguardo già alla sfida con l’Atalanta. Tra questi, la parentesi positiva offerta dal debuttante Ribery. «Abbiamo bisogno della sua classe e della sua esperienza - la speranza del trainer granata -. Oltre all’apporto di Franck, spero di poter ripartire dall’approccio visto nel secondo tempo, prima del 2-0 che ci ha tagliato le gambe».
Sabato Romeo
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