Dieci clean sheet in 31 partite. Basterebbe questo dato per capire quanto la difesa della Salernitana abbia rappresentato ancora una volta un tallone d’Achille per una squadra che mai avrebbe potuto puntare alla vittoria del campionato senza passare per i playoff, con una retroguardia così vulnerabile e per nulla favorita dalla lentezza di un centrocampo statico e compassato, incapace di garantire dinamismo e copertura. Serse Cosmi, in queste tre gare, qualcosa ha stravolto dal punto di vista tattico, passando dal 3-5-2 al 4-4-2 (eccezion fatta per il primo tempo col Catania) e rispolverando calciatori che potranno dare una grossa mano nel rush finale. Matino, per esempio, ha dimostrato che le esclusioni di Raffaele siano state ingenerose: in questi 270 minuti è stato il giocatore con la media voto più alta.
Ma la svolta potrebbe essere rappresentata dal ritorno in campo di Eddy Cabianca, unico componente del pacchetto arretrato capace di abbinare alla rapidità anche la capacità di impostare il gioco dalle retrovie, senza affidarsi a infruttuosi lanci lunghi come spesso accaduto soprattutto in questo girone di ritorno. La duttilità tattica del talento di proprietà della Cremonese può fare la differenza e può offrire allo staff tecnico svariate soluzioni. Cabianca, infatti, può giocare come terzino destro, centrale difensivo, braccetto di destra e quinto a tutta fascia, ruolo ricoperto durante tutto il ritiro di Cascia e nelle prime uscite ufficiali della stagione. A Giugliano risultò il calciatore più incisivo nella metà campo avversaria, con quattro cross perfetti per i compagni e due tiri pericolosi verso lo specchio della porta.
Proprio il 21 settembre subì un infortunio muscolare che lo tenne fermo ai box per un paio di mesi, prima del rientro contro il Crotone contraddistinto da un altro problema ancora più grave. Centoventi giorni dopo ha ritrovato il campo e ha offerto una prestazione di livello assoluto, giganteggiando in retroguardia soprattutto quando la Bersagliera è rimasta in doppia inferiorità numerica; ma lui aveva ancora forza nelle gambe e determinazione per mordere metaforicamente le caviglie all’avversario, senza disdegnare qualche cavalcata palla al piede. Il gol è stato il meritato riconoscimento per un ragazzo di grande prospettiva e che, non a caso, la Cremonese ha girato alla Salernitana con la formula del prestito mantenendone la proprietà.

