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Cavese, Piscitelli: «Vogliamo vincere il derby e far contenti i tifosi»

di Luca Esposito
Domani la sfida contro la Salernitana con la società metelliana che chiama a raccolta i supporter
Cavese, Piscitelli: «Vogliamo vincere il derby e far contenti i tifosi»

Il derby si avvicina e a Cava si respira il clima delle grandi occasioni. La società chiama a raccolta i tifosi, pur lanciando messaggi di rispetto verso Salerno al punto da augurare ai granata la promozione in cadetteria. In fondo si parla di sport e non si deve mai andare oltre la sana rivalità così come conferma il vicepresidente Angelo Piscitelli.

Cavese reduce da una vittoria, Salernitana contestata e a -11 dalla vetta. Chi arriva meglio?
È vero che i punti in palio sono sempre tre, ma il derby ha indiscutibilmente un significato molto importante. Guardando la qualità degli organici verrebbe da fare il classico riferimento alla leggenda di Davide e Golia, in realtà posso dire che la Cavese arriva molto bene a questa partita anche grazie alla vittoria ottenuta contro il Monopoli. Forse non abbiamo disputato la nostra miglior prestazione, ma aver portato comunque a casa i tre punti ci dà maggiore autostima. La classifica ci trasmette maggiore serenità, ciò non toglie che la Salernitana abbia un organico superiore che è stato ulteriormente rinforzato a gennaio. L’arrivo di Lescano lo conferma. Non penso che loro siano in difficoltà, saranno carichi quanto noi e immagino pronti a sudare la maglia.

Come sta vivendo questi giorni Gerardo Fusco, cuore granata e vostro attaccante assente per squalifica?
Gerardo è un ragazzo eccezionale, un atleta serio con doti umane importanti. A fine partita ho parlato con lui nello spogliatoio, da salernitano ci teneva molto a scendere in campo nel totale rispetto di una città in cui è cresciuto calcisticamente alternandosi tra Primavera e prima squadra. È un’assenza importante per noi, la sua voglia di combattere su tutti i palloni è una delle sue caratteristiche. Sono convinto che a distanza farà il tifo per la Cavese.

A Cava si attende la partita come l’evento sportivo più importante degli ultimi anni. Teme che un gruppo giovane possa risentirne?
Se i calciatori trasformano la carica dei tifosi in uno stress è un problema loro, lo stadio deve essere un’arma in più. La piazza di Cava è straordinaria: in trasferta, per motivi di ordine pubblico, non possiamo contare sulla loro presenza ed è soprattutto in casa che dobbiamo costruire le vittorie. Proprio per questo l’entusiasmo che ci circonda deve essere uno stimolo, il classico dodicesimo uomo. Colgo l’occasione per fare un appello: vorrei un “Lamberti” gremito.

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