Se a febbraio il campionato della Salernitana appare già svuotato di contenuti non è un buon segno. Significa tanto nell’analizzare senza pregiudizi l’attuale crisi di risultati. E regala poco a quanti hanno davvero a cuore le sorti della squadra granata, tanto da non abdicare seppure costretti a subire finanche le molte parole poco eleganti utilizzate da chi senza sportività continuamente ironizza su tre anni di mortificazioni in campo e fuori subite per non tradire una passione oltre il calcio anche in nome della salernitanità.
Pure per questo la gara contro il Casarano di stasera allo stadio Arechi – disertato da molti con ogni probabilità e quindi con pochi affezionati – rappresenta più di una gara da ultima spiaggia. Inutile girarci intorno: serve una vittoria e che sia convincente. Il resto non basterebbe ad evitare all’allenatore Raffaele l’esonero, una bocciatura per la società e la stabilizzazione di una crisi che significherebbe un lento trascinarsi. Meglio lottare dalle 20:30 per un risultato positivo, alba per illuminare il futuro. Ma serve gente con il fuoco negli occhi. E chi non se la sente abbandoni il campo, basta con la stessa solfa. I playoff non bastano e chissà se serviranno per la causa.

