Prova di notevole affetto per Peppino Soglia, il presidente della promozione della Salernitana in Serie B 35 anni fa, stasera a Castel San Giorgio ricordato per volontà della famiglia dai calciatori di allora, da uomini di sport e da tantissimi tifosi granata. Tra questiAndrea De Simone, presidente della Provincia nel 1990 e amico personale di Peppino Soglia, visibilmente emozionato: «Sono passati tanti anni dalla scomparsa di Peppino Soglia, ma il suo nome continua a riecheggiare con affetto nei ricordi di chi lo ha conosciuto e stimato, dentro e fuori dal campo. L’incontro di stasera è dedicato alla sua memoria, un momento di condivisione e di emozione, che ha visto riuniti familiari, amici, ex calciatori granata, tifosi e giornalisti per celebrare un uomo che ha saputo lasciare un segno profondo nella storia sportiva e umana della Salernitana».
De Simone ha lasciato che il suo ricordo venisse riproposto dall’attore e regista Gaetano Stella, che ha emozionato i presenti con la lettura di una pagina tratta da “Novanta minuti e una vita intera“, un’opera che racconta con intensità la passione di un uomo per il calcio, vissuto non come mestiere ma come autentico amore. Nel libro, De Simone ripercorre la storia di Soglia, il presidente che più di ogni altro ha incarnato l’anima granata, fatta di sacrificio, dedizione e amore incondizionato per una squadra che era parte della sua stessa vita.
«Ma al di là dei successi sportivi, ciò che resta impresso – continua De Simone – è il suo modo genuino e appassionato di intendere il calcio: un presidente-tifoso che sapeva farsi amare perché vedeva nei sostenitori non dei semplici spettatori, ma una grande famiglia. Il suo era il calcio delle emozioni vere, vissute con il cuore in gola, quello che oggi molti rimpiangono e che, grazie a lui, continua a essere ricordato come un’epoca di autenticità e appartenenza».

