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Salernitana, attacco con le polveri bagnate: il rebus Ferraris

di Luca Esposito
Per il calciatore contro il Sorrento opportunità in quello che doveva essere il reparto più forte della rosa
Salernitana, attacco con le polveri bagnate: il rebus Ferraris

Salernitana a caccia dei gol che mancano per restare in scia delle dirette concorrenti e coltivare il sogno promozione diretta. Quello che doveva essere il reparto teoricamente più forte della rosa (e forse dell’intero girone) si è trasformato rapidamente in un punto debole e per i motivi più svariati.

Liguori, dopo aver saltato la prima parte del ritiro per motivi legati al mercato, ha avuto due infortuni muscolari e non è sceso in campo in diverse occasioni, mettendo a referto soltanto la rete con la Casertana.

Inglese è fermo a quota cinque gol in gare ufficiali, ma già prima dei problemi alla schiena era in evidente involuzione, al punto da lasciare il campo contro il Trapani tra i fischi del pubblico.

E poi Ferrari, con cinque realizzazioni ma una lunga serie di insufficienze in pagella con annessi errori clamorosi contro Latina e Cosenza che hanno fatto perdere 4 punti alla Salernitana.

Proprio per questo sarebbe opportuno valorizzare al massimo Andrea Ferraris, giovane di talento che pochi mesi fa contribuì alla storica promozione in B del Pescara segnando tanti gol come seconda punta e meritando la stima di un allenatore del calibro di Silvio Baldini.

Il direttore sportivo biancazzurro Pasquale Foggia, in un’intervista rilasciata a ottobre, fu molto chiaro: “Sicuramente ha lo spunto nell’uno contro uno e la qualità per saltare l’uomo e creare superiorità numerica, ma è un calciatore molto forte nell’area di rigore. Con noi ha dato il meglio come seconda punta o anche come attaccante centrale”.

Una sorta di messaggio implicito a mister Raffaele che, dalla partita con la Cavese in poi, ha deciso di arretrare il suo raggio d’azione “perché voglio che la squadra sia propositiva e offensiva senza perdere equilibrio”.

L’idea tattica era chiara: tenere basso il mediano avversario, limitandolo in costruzione e chiedergli allo stesso tempo un piccolo sacrificio in fase di non possesso quando erano gli altri a palleggiare. In un centrocampo lento, macchinoso e con poca qualità non era poi così sbagliato sfruttare il suo talento e la sua rapidità per garantire imprevedibilità in costruzione. Un po’ come in passato è stato fatto con Tongya, per intenderci.

È evidente, però, che i continui cambi di posizione e di modulo abbiano destabilizzato Ferraris. Prima trequartista, poi esterno, a tratti quasi quinto e mezzala.

Col passare delle settimane non si è mai visto quel giocatore determinante che, a settembre, segnò tre gol in rapida successione regalando i successi con Atalanta Under 23 e Giugliano, oltre alla prodezza col Cerignola che gli valse la standing ovation dell’Arechi.

È vero che anche lui è calato nel rendimento (vedi errore con mezza porta vuota a Picerno), ma è altrettanto evidente che tutta la squadra produce poche occasioni e ne risentono soprattutto i più bravi.

Ricordiamoci sempre che stiamo parlando di un atleta giovane, da gestire sotto il profilo psicologico prima ancora che tecnico, e che farlo entrare negli ultimi 2 minuti a Caravaggio tenendo in campo un impalpabile Liguori è un rischio che la Salernitana non può permettersi.

L’auspicio di tanti tifosi è che, col Sorrento, possa avere una chance dall’inizio, nel suo ruolo e senza sfiancarsi a tutto campo.

Al momento è stata interrotta anche la trattativa per anticipare l’acquisto a titolo definitivo, altra componente che può aver negativamente inciso sul piano mentale.

Alla Salernitana il compito di rivitalizzare un attaccante bravo e che ha nelle corde i gol che mancano per lanciare il guanto di sfida alle prime della classe.

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