Momento decisivo in casa granata. Il destino di una partita chiaramente, a ragionare bene e senza retropensieri, non è segnato prima del fischio di inizio. Pure ieri sera il risultato di Salernitana-Cosenza fino alla fine non poteva essere noto.
Così questa notte, meditando, mister Raffaele avrà forse sorriso amaro per la non ritrovata vittoria della sua squadra. Mandando e rimandando a memoria il film all’Arechi, dall’entrata in campo fino al rientro negli spogliatoi. Magari rimembrando pure le parole di Pietro Avella, addetto all’arbitro per la Salernitana, che a pochi minuti dal fischio di inizio aveva strappato il sorriso felice al tecnico granata rammentandogli che il direttore di gara designato per la sfida al Cosenza era quello della trasferta persa a Catania e il quarto uomo Mattia Maresca, figlio d’arte, lo stesso del blitz del Cerignola all’Arechi.
Profezia di sventura? Non esattamente. Nella prima frazione di gioco in archivio andati due gol annullati al Cosenza e un calcio di rigore assegnato proprio alla Salernitana ma non realizzato da Ferrari dopo le proteste dello stesso mister Raffaele che al signor Poli di Verona chiedeva pure l’espulsione di Caporale il quale aveva messo giù proprio l’attaccante dell’ippocampo. Poi il resto della gara avaro di sorrisi e l’epilogo con un pari finale senza reti. Arbitro o non arbitro…
Importante è che ora la Salernitana e il suo allenatore Raffaele, a meno di ribaltoni, riprendano in pugno la situazione. Artefici convinti del proprio destino, per la Salernitana e Salerno. L’utile rinforzo, forse, è pure questo.

