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I tifosi la forza della Salernitana

di Dario Cioffi
I tifosi la forza della Salernitana

Lo stadio di Latina per metà granata, i bimbi che s’affollano per gli autografi al Mary Rosy, la prevendita spinta per un Monday Night che farà, come sempre, segnare all’Arechi numeri fuori categoria. Ripartire da qui, allora. Da cos’è tornata a essere la Salernitana oggi, in una serie C che avrebbe potuto tarpare le ali a un popolo “pazzo d’amore” per la sua squadra e che invece è diventata la pista di decollo per ricominciare a far volare l’entusiasmo, la passione, la fantasia. È il segno evidente d’un campionato che la Bersagliera sta interpretando come le si chiede, ma che dovrà ancora faticare moltissimo per (provare) a vincere. C’è un posto soltanto, per uscire da quest’inferno del pallone in cui è ripiombata dopo il peggiore biennio della sua vita, e la Salernitana in questi primi tre mesi della stagione ha dimostrato di potercela fare e però pure capito che la concorrenza è serrata, durissima, dunque non basterà esser bravi per spuntarla ma bisognerà avvicinarsi alla perfezione.

In questo percorso, va da sé, il fattore Arechi gioca un ruolo fondamentale. Perché tra le sue mura, davanti alla propria gente, la squadra di Raffaele deve costruire le fondamenta del campionato e battere il Crotone, in una sfida tra nobili decadute del recente passato, diventa un imperativo. Fermato sul pari a Latina, il cavalluccio marino ha avuto l’ennesima riprova di quanto dura sia la strada d’un girone in cui – fin qui, almeno per l’ippocampo – nessuno s’è scansato o ha approcciato partite per “mera testimonianza”, rendendo chiarissimo l’orizzonte d’una battaglia che settimana dopo settimana si rinnova senza l’illusione d’aver il respiro di qualche tappa semplice. Sino ad ora sostanzialmente perfetta in casa, protagonista d’un percorso (quasi) netto ch’è stato intaccato soltanto dal finale choc contro il Cerignola, dopo l’espulsione di Capomaggio e il doppio vantaggio dilapidato e trasformato in sconfitta, la Salernitana ha il compito di blindare il proprio fortino e lanciare a se stessa e alle concorrenti un messaggio di forza. Ce ne sono già stati (tanti) altri, è chiaro, fin qui, ma in quest’equilibrio così marcato i risultati ottenuti hanno memoria breve. E tocca sempre pensare a rincorrere i prossimi.

La consapevolezza della forza dei granata c’è, l’ha raccontata con chiarezza il primo trimestre di questa stagione. L’entusiasmo pure, è cresciuto a vista d’occhio e porta con sé numeri poderosi. Oltre 62mila spettatori in cinque partite giocate all’Arechi (sarebbero sei, ma contro il Siracusa si partì a porte chiuse), ben 12428 presenze in media a partita. Ripartire da qui, appunto…

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