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Salernitana, l’ex ct azzurro Sacchi bacchetta Iervolino

di Christian Vitale
L'opinione: «Fondamentale rinnovare, ma non strafare»
Salernitana, l’ex ct azzurro Sacchi bacchetta Iervolino

Milan-Salernitana è una gara dalla quale c’è da aspettarsi onestamente poco. La classica partita di fine stagione alla quale entrambe le squadre non hanno davvero nulla da chiedere”. A spiegarlo é stato Arrigo Sacchi impegnato in provincia di Venezia a Bibione Venezia, nel pomeriggio di ieri, nella presentazione del suo libro “Il Realista visionario”, ricco di storie ed aneddoti legati al calcio raccontati dallo stesso Sacchi.

La “dote”

I granata cari al presidente Danilo Iervolino, dal canto loro, saluteranno domani a San Siro la Serie A dopo tre anni. Tre stagioni che secondo l’ex Commissario Tecnico della Nazionale lasciano comunque qualcosa in dote: “Salerno è una piazza che ha dimostrato affetto verso la sua squadra. Ha una tifoseria incredibile e passionale che si è fatta ammirare in tutta Italia e alla quale faccio i complimenti”. Il classe ‘46 nato a Fusignano, nel ravennate, poi a riguardo aggiunge: “Restano anche i tanti giocatori sfornati e valorizzati in questi tre campionati. Siamo reduci dall’impresa dell’Atalanta di Gasperini, al quale ho inviato un bel messaggio dopo la vittoria dell’Europa League, che aveva tra i titolari Ederson e Ruggeri. Alle porte speriamo anche nella Fiorentina in Conference League che ha un valido calciatore ex granata come Ranieri”.

Ritornando alle vicende legate alla squadra della Salernitana guidata in panchina da Stefano Colantuono, al triplice fischio di San Siro ci sarà da pensare al futuro e alla ripartenza dalla Serie B. Sacchi prova a dare la sua formula per cercare a riaccendere idee e passioni: “Posso menzionare, premettendo che non conosco la voglia e i piani della Società di Iervolino, quello che ha funzionato nella mia carriera. Ogni tanto è fondamentale rinnovare per creare nuovi stimoli e motivazioni”. L’ex guida tecnica del Parma, team con il quale vinse un torneo cadetto nella stagione 86/87, poi aggiunge: “Spesso, però, chi fa cose semplici oggi è già un rivoluzionario, quindi non bisogna mai strafare”.

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