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Salernitana, in 1300 innamorati irriducibili della Bersagliera

di Sabato Romeo
Al Dall’Ara ennesimo atto di fede della torcida. E solo indifferenza al fischio finale
Salernitana, in 1300 innamorati irriducibili della Bersagliera

Bologna è una nuova tappa della via Crucis granata. Al Dall’Ara la Salernitana incappa nel ventesimo ko in serie A, il decimo nelle dodici sfide disputate nel 2024. Appena 2 i punti raccolti sui 36 disponibili nell’anno solare. Rendimento da film horror, impossibile per poter soltanto tenere viva la fiammella della speranza, figurarsi immaginare una rimonta salvezza. Nemmeno la sosta è bastata per ritrovare la via del gol, con i granata a bocca asciutta così come successo anche con il Lecce. Inoltre, i granata sono ritornati ad essere la peggior difesa del campionato con 62 gol subiti, scavalcando di una lunghezza il Frosinone. Marcia impietosa che ha permesso ai granata di toccare quota 202 gol subiti negli ultimi tre campionati di serie A. L’evidenza dei dati basta per analizzare quanto il cammino fino alla fine della stagione rischi di essere per la Salernitana un percorso lastricato di delusioni e bocconi amarissimi da dover mandare giù. A Stefano Colantuono e alla sua esperienza è affidata la speranza di un elettroshock per preservare orgoglio e dignità.

Valori che la tifoseria pretende vengano rispettati. Come cantato nello spicchio di un Dall’Ara festoso sulle note di Cesare Cremonini e Lucio Dalla, con “L’anno che verrà” che per i rossoblu inizia a far rima con Champions League, i 1300 cuori granata hanno urlato altrettanto forte il proprio sentimento, il loro atto di fede. Perché per i supporters della Bersagliera non esiste categoria che conta, bensì solo l’ardore di portare in alto il nome della città. Messaggio ribadito nell’arco di novanta minuti durissimi, nel nome di una Pasquetta tutt’altro che indimenticabile. Decibel altissimi, facendo sentire il proprio supporto alle maglie in campo più che ai cognomi sulle spalle. Poi il silenzio al triplice fischio finale. Né canti, né fischi, né spalle al campo quando Candreva e compagni si sono diretti verso il settore ospiti. Un gesto fortissimo che ha costretto i calciatori a far ritorno a capo chino negli spogliatoi.

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