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Salernitana, parabola Dia: l’ultimo colpo di testa

di Alfredo Boccia
Poche e non decisive le presenze sul terreno di gioco, molti i capricci come le gare non giocate per infortuni
Salernitana, parabola Dia: l’ultimo colpo di testa

Autogol la parabola disegnata dal calciatore Boulaye Dia dopo il “colpo di testa” ad Udine rifiutando di lasciare la panchina per scendere in campo a tentare di aiutare la Salernitana – che lo paga, non poco ed ora ha altri nove giorni per la maxi multa – a vincere la gara. E’ finita con un punto per i granata e l’attaccante sotto accusa del club caro al presidente Danilo Iervolino pronto a non rinnovargli più la fiducia dopo gli ultimi otto mesi di rapporti contraddistinti da prestazioni incapaci di aiutare l’ippocampo.

Poche e non decisive le presenze sul terreno di gioco, molti i capricci come le gare non giocate per infortuni che a volte hanno lasciato interdetti gli stessi componenti dello staff sanitario. Un curriculum che lascia poco al caso, riavvolgendo il nastro di una stagione negativa dopo i fasti di quella precedente culminata con la salvezza della Salernitana proprio grazie sia ai sedici gol messi a segno dal senegalese che alle sue prestazioni convincenti. Poi le sirene del mercato, tali rivelatesi perché nessuno si è poi concretamente presentato alla Salernitana per acquistarlo, acciacchi di varia natura e con diverse vedute da parte dei medici, una Coppa d’Africa non da protagonista, il ritorno con tali premesse e promesse non mantenute fino alle parole di mister Fabio Liverani sabato ad Udine nel dopo gara: “Dia non è voluto entrare alla fine, ha fatto questa scelta e ne prendiamo atto. Avevo detto che ho bisogno di tutti dal 1’ al 90’ a prescindere, mancavano sette minuti e ha deciso di non entrare. Credo sia una scelta definitiva, si è rifiutato e ha arrecato un danno non a me ma ai suoi compagni”.

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