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Salernitana, doppia salvezza e milioni di motivi

di Alfredo Boccia
Rifletta Danilo Iervolino, in fretta e senza furia ora pur comprensibile dopo il “colpo di testa” di Dia
Salernitana, doppia salvezza e milioni di motivi

Rifletta Danilo Iervolino, in fretta e senza furia ora pur comprensibile dopo il “colpo di testa” di Dia. Milioni di euro e motivi, – tra cui l’unica certezza di una tifoseria come quella dell’ippocampo che lega la fede per la squadra del cuore non alla categoria come dimostrato dai quasi mille sportivi granata presenti ad Udine, nonostante gli 883 chilometri di distanza da Salerno da percorrere sia all’andata che al ritorno ed un malinconico ultimo posto in classifica – onde mettercela tutta per evitare di retrocedere non solo sul campo. Ma tocca solo a lui, presidente-imprenditore, decidere se esonerarsi dalla Salernitana. Oppure rompere ogni indugio e scendere in campo, rinunciando a temporeggiare o limitando la sua azione nell’affidarsi a terzi. Per dimostrare, nei fatti, di aver vinto la pur umana tentazione di mollare la presa dalla creatura che salvò dalla scomparsa.

I conti economici e sportivi al patron, come ai tifosi granata, probabilmente, non tornano. Ma sono il frutto, evidentemente, di un percorso sia dirigenziale che tecnico non netto iniziato in estate, materializzatosi negativamente in autunno e da brividi in questo inverno sportivo che rischia di raffreddare ogni entusiasmo anche a primavera quando con ogni probabilità si deciderà chi resterà o meno in Serie A. Di certo il bilancio potrebbe peggiorare se da qui alla fine del campionato la gestione della Salernitana fosse contraddistinta da una incapacità di programmare la rimonta in classifica per una difficilissima salvezza o, nella peggiore delle ipotesi, pure una retrocessione dietro l’angolo considerate le non incoraggianti prestazioni sul terreno di gioco da parte di Candreva e compagni. Al di là del pari rimediato ad Udine invece di una vittoria da tre punti senza scandalo per quanto visto in campo.

Salvi Iervolino la Salernitana per salvarsi, nel suo interesse e di tutti i tifosi che hanno a cuore la casacca granata. Ma agisca e faccia lui stesso sapere le mosse, qualsiasi sia la vera decisione. Perché al peggio non c’è fine ed il rischio di nuove figuracce deve solo condizionare in positivo chi ha l’autorità di dettare la strategia la quale non può e nemmeno deve essere legata al caso che significa giocare da dilettanti allo sbaraglio la partita della Serie A in cui, non dimenticarlo può giovare alla causa, questa Salernitana – seppure ultima in classifica – ancora milita.

Rifletta Iervolino, in fretta e senza furia. La gente, quella che con pazienza aspetta di avere un motivo per credere in un futuro dell’ippocampo, vuol sapere la verità. Confrontarsi senza intermediari, poi, nulla costa e potrebbe regalare piacevoli sensazioni-motivazioni sia al patron che alla tifoseria. Non cogliere l’opportunità, al contrario, sarebbe un segnale di resa che, tra l’altro, a chi gioverebbe?

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