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Salernitana, la vera partita del presidente Iervolino

di Alfredo Boccia
Il presidente se ha alzato la voce nelle ultime ore lo ha fatto pure per far comprendere che “ccà nisciuno è fesso”.
Salernitana, la vera partita del presidente Iervolino

La partita di Danilo Iervolino in questo calcio moderno di frequente vittima-carnefice delle sue stesse regole, spesso non scritte, va oltre la salvezza della Salernitana di cui è presidente. Con la sua squadra attualmente ultima nella classifica di Serie A, l’imprenditore si è posto in testa agli innovatori di un movimento da tempo autoreferenziale oltre che caratterizzato dalle logiche di Palazzo più che dall’esaltare la passione di migliaia di sportivi e sempre meno investitori.

A due anni esatti dall’avvento nell’Italia del pallone con il club granata ecco che Iervolino, anche ponendo l’attenzione sull’influenza dei comportamenti arbitrali in Serie A, non si limita a difendere la sua azienda calcistica. Piuttosto rivendica equità per tutti, invece che aiuti di Palazzo solo alla Salernitana. Percorso chiaro, dentro e fuori dal terreno di gioco, quello del patron – non certo dell’ultima ora ossia condizionato dai recenti risultati poco esaltanti della Salernitana – che dopo il derby perso a Napoli dai granata non le ha certo mandate a dire. Evidente che non si tratti di una disputa legata solo alle decisioni arbitrali o a cavalcare i malumori di tesserati e tifoseria, piuttosto una levata di scudi dettata dalla richiesta di rigore valida non solo per la Salernitana.

Il risultato finale oltre che dalla volontà di Iervolino a non abbassare la guardia sarà determinato anche dall’approccio all’innovazione dell’intero movimento – Federazione Italiana Gioco Calcio, Lega Serie A ed Associazione Italiana Arbitri in primis – per mutare davvero rotta.
Virando verso un calcio sostenibile dove chi ha i bilanci in rosso o si prende gioco di quanti rispettano le norme andrebbe fermato per tempo senza viziare gli esiti dei campionati.

D’altronde, piaccia o meno, Iervolino non chiede favori e se ha alzato la voce nelle ultime ore lo ha fatto pure per far comprendere che “ccà nisciuno è fesso”.

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